"Solo con l’educazione possiamo crescere"

L’appello del cardinale Zuppi. L’impegno di Elena Fiorini:. "Un sogno che si realizza. Tante le idee in cantiere"

"Solo con l’educazione  possiamo crescere"

"Solo con l’educazione possiamo crescere"

"Agorà nasce da un’idea, un sogno".

A parlare è Elena Fiorini, responsabile del progetto Agorà. "Un sogno – continua l’educatrice – diventato realtà che non si limita ad avere uno spazio in più per la scuola di Sant’Agata ma che si vuole aprire al territorio per offrire un punto di incontro. Agorà significa piazza e non è un nome scelto a caso. E vuole offrire momenti di dialogo, supporto, crescita, formazione, confronto. E, perché no, svago e divertimento".

A parere di Fiorini, in un momento storico in cui si sente dire che nei paesi, non c’è nulla e le attività chiudono, Agorà, grazie ai sostenitori, al Comune, alla Pro loco ed agli specialisti che hanno accettato di collaborare, apre le sue porte.

E in pochi mesi di vita, sbocciata nello scorso ottobre, Agorà conta già un buon numero di persone che iniziano a viverla. Musica, inglese, tango, yoga, psicomotricità, psicologo.

Oltre alla serie degli incontri con i genitori chiamati ‘Come aiutare i nostri figli a diventare grandi’. "Il buon inizio che riscontriamo – continua l’educatrice – ci dà forza per continuare con il piede giusto e ci conferma quanto bisogno di aggregazione ed incontro ci sia. Ho chiesto ai bambini di definire Agorà con qualche parola. E queste sono le più frequenti: pace, fare squadra, divertimento".

E Fiorini aggiunge: "Io non posso che ringraziare per la grande fiducia riposta in me nell’affidarmi l’incarico. E non vedo l’ora di veder crescere il progetto che ha già tantissime idee e sogni da realizzare in cantiere".

"Ricordiamo che suor Veronesi si è adoperata per tutta la sua vita, con pochissimi mezzi, nel voler dare l’educazione e la formazione ai figli dei contadini per farli continuare a studiare – ha sottolineato invece il cardinale Zuppi –. Agorà, vuol dire alleanza, mettere assieme le varie risorse, grazie dunque all’industria, alla banca. Sappiamo che esiste l’agorafobia, tante persone ne soffrono perché la piazza mette paura. Invece quando uno incontra gli altri deve essere contento. Avere una agorà dove si cresce insieme è una scelta importante. Un luogo aperto dove vive una comunità, un villaggio, dove si crea educazione, formazione, comunità, relazione".

"L’educazione – ha continuato Zuppi –, è indispensabile per i nostri figli. Ed è un ripasso per tutti: genitori, nonni. L’educazione ci rieduca. Mi ha molto colpito il commento di un bambino che ha detto riguardo ad Agorà: ’Mi ispira’. Che vuol dire che c’è quel di più. E suor Veronesi sarà sicuramente contenta. Perché la sua intuizione trova oggi una nuova ispirazione, una nuova bellezza".

Un luogo che è già diventato uno dei simboli della comunità.

Pier Luigi Trombetta