ZOE PEDERZINI
Cronaca

Sos di Lepore a Figliuolo "Fondi e legge speciale"

Il sindaco a Budrio e Molinella con la presidente di Legacoop Rita Ghedini "Bisogna garantire subito le risorse per il ponte della Motta travolto dall’Idice".

Sos di Lepore a Figliuolo  "Fondi e legge speciale"

Sos di Lepore a Figliuolo "Fondi e legge speciale"

di Zoe Pederzini

A più di un mese dall’alluvione lì, nei terreni delle terre di Budrio e Molinella, i segni della devastazione portata dall’acqua sono ancora ben impressi sui raccolti: in alcune zone il mais, che ora sarebbe alto un metro e mezzo, sembra in una fase ancora embrionale o è addirittura inesistente, in altre zone, invece, c’è ancora l’acqua, stagnante. A fare visita, ieri mattina, ad alcune realtà agricole di questi territori il sindaco metropolitano Matteo Lepore con Rita Ghedini, presidente di Legacoop Bologna. "Bene il commissario (il generale Figliuolo, ndr), ma serve che il governo sblocchi i fondi e soprattutto serve una legge speciale, fatta ad hoc per quanto avvenuto e per le situazioni da risolvere che sono tante. Tutte diverse, drammatiche e urgenti. Serve conoscenza del territorio per fare una ricostruzione corretta e siamo pronti a collaborare", hanno dichiarato i due. "Bisogna garantire, poi, le risorse per la ricostruzione del ponte della Motta tra Molinella e Budrio, travolto e distrutto dalla piena dell’Idice – prosegue Lepore –. Con l’obiettivo di ricostruire il ponte, come Città metropolitana abbiamo stanziato 1,5 milioni per la progettazione. Solo la ricostruzione del ponte della Motta complessivamente costerà 11 milioni".

La visita di Lepore e della Ghedini ha toccato con mano realtà come la cooperativa agricola Il Raccolto in via Vescovo, dove, nel periodo più critico, la proprietà ha scelto di tagliare un pezzo di terreno, a mais, sacrificando quell’area per permettere all’acqua di defluire in un ex canale salvando da inondazione certa tutto il terreno limitrofo. Vari chilometri di strada dividono, poi, dalla seconda tappa, in località La Motta, nella zona limitrofa alla struttura ‘Casa Carlo Chiti’ della Fondazione Benni che ospitava il centro diurnogruppo appartamento della cooperativa sociale l’Orto.

Una comunità che ospitava persone con disabilità psichica e cognitiva, una ventina, che sono state tutte evacuate, e che ora dovranno ricostruire, insieme, un’altra realtà. La casa e i terreni sono ancora invasi dal fango e irraggiungibili, ma la necessità di ricollocare stabilmente questi ospiti, creando un progetto che gli permetta la continuità che prima c’era, è prioritario per il gestore Simone Spataro. "Abbiamo bisogno di supporto e di risposte. La nostra comunità era già stata colpita dall’alluvione del 2019. Stiamo ancora aspettando quei fondi dal governo". Terza tappa del sindaco in località Selva Malvezzi, sui terreni della cooperativa agricola Giulio Bellini, sott’acqua ormai dal 2 maggio: lì ci sono i primi terreni invasi dalla rottura dell’argine, già a inizio mese e poi, di nuovo, tra il 16 e il 17.