Sosta, il grido d’aiuto. Attività e residenti:: "Difficile resistere". Fatturati in picchiata

Viaggio tra negozi e pubblici esercizi nella zona del cantiere perenne. La fioraia: "Perdiamo 100 euro al giorno". Il bar: "Servono ristori veri". Accordo con il Comune per rimborsi retroattivi rispetto al bando.

Sosta, il grido d’aiuto. Attività e residenti:: "Difficile resistere". Fatturati in picchiata

Sosta, il grido d’aiuto. Attività e residenti:: "Difficile resistere". Fatturati in picchiata

C’è la teoria e c’è pure la pratica. Il tram per ora è teoria, perché non c’è. Il bagno di sangue di parcheggi nell’area di via Riva Reno, invece, fa fare pratica di tanta pazienza a residenti e cittadini passeggeri. Non a caso ieri, a quasi due mesi dall’avvio dei maxi lavori del tram, il tema della sosta fantasma è tornato a bomba. "Mi chiedo ancora l’importanza di questi lavori, non so, alternative ce n’erano – si interroga Rebecca Rossi, che abita a pochi metri dall’intersezione con la rotonda di piazza Azzarita –. Bus elettrici? Forse, ma la perdita dei parcheggi è davvero preoccupante. Intanto si stanno impennando i costi dei garage, ovviamente. Mi aspetto un boom della movida, a navigli ultimati. Per ora però la situazione è quella che è". Alla rilevazione sconsolata di Rebecca fanno eco Giorgio e Alessandra, anche loro residenti e reduci dalla spesa. "Per tornare a casa la sera dal lavoro ci vuole un giro dell’oca, tutto è più complicato – raccontano –. Poi parcheggiare è impossibile. Stiamo pensando di prendere in affitto un garage, ma i costi già sono inaffrontabili per una giovane coppia. Vedremo di capire come fare con le strutture pubbliche più vicine". Il fronte dei residenti è completato da Francesca Nanni. "A me il tram piace. Certo, spero che questi cantieri finiscano il prima possibile".

L’asse dei commercianti è variegato, qualcuno mette il naso fuori dalla bottega mentre Lepore stringe mani a canale del Reno riaperto. C’è chi fa foto dai piani superiori, dai balconi, mentre giù al negozio di abbigliamento Buganè si esprimono diverse perplessità. "Aspettiamo con ansia che si possano vedere i risultati – dicono dal negozio –, ma c’è un bel po’ di scetticismo, perché le operazioni di cantiere vanno concordate con residenti e commercianti, e niente di tutto questo è stato fatto. Sono spariti i parcheggi, e il nostro negozio, come tanti altri, è meno visibile e raggiungibile. Futuro nero per la città". Poco distante e molto poco diverso nell’approccio è Simone Trovato dell’American Bar. "Tutti qui abbiamo avuto importanti cali di fatturato. Ci vorrebbero ristori a fondo perduto rispetto ai mancati incassi, non bandi per rifare il locale". In più, segnala Trovato, "ora la Cineteca fa un mucchio di eventi fino alla fine di giugno in questo quadrante di città. Come ci si arriva? Dove si parcheggia? Una mannaia su questa zona, sulle nuove panchine i cittadini respireranno lo smog". "Da quando hanno tolto i parcheggi noi facciamo 100 euro in meno di incasso al giorno – racconta la fioraia Floriana Giacomelli –. Un problema che esploderà definitivamente man mano che il cantiere andrà avanti. A settembre ci sarà il vero test, per noi è un problema trasportare composizioni molto ingrombranti in zone lontane".

Da Pencil invece c’è il quartier generale del Comitato 40122, molto attivo. Miriam Degli Esposti supervisiona la rete di contatti tra esercenti. "Siamo riusciti, attraverso l’interlocuzione con il Comune, a far rientrare tante strade nel bando – spiega Degli Esposti –. Abbiamo anche ottenuto che spese affrontate prima del bando stesso (ma a cantiere cominciato), che so per mettere delle telecamere, possano essere rimborsate retroattivamente. Resistiamo e lavoriamo per fare rete anche attraverso iniziative, ma già sappiamo che alla riapertura delle scuole perderemo 190mila euro".

Paolo Rosato