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25 mag 2022

Bologna, 22 spaccate alla Sassomet di Casalecchio. Il titolare: "Ora dormiremo qui"

L'area di servizio di nuovo nel mirino dei malviventi. Danni superiori a 25mila euro I banditi hanno usato un furgone rubato come ariete. Bizzini: " Attacchi continui, non ce la facciamo più"

25 mag 2022
gabriele mignardi
Cronaca
Lo staff di Sassomet mostra una delle vetrine danneggiate dai malviventi che sono fuggiti lungo l’asse attrezzato
Lo staff di Sassomet mostra una delle vetrine danneggiate dai malviventi
Lo staff di Sassomet mostra una delle vetrine danneggiate dai malviventi che sono fuggiti lungo l’asse attrezzato
Lo staff di Sassomet mostra una delle vetrine danneggiate dai malviventi

Casalecchio (Bologna), 25 maggio 2022 - Oltre 25mila euro di danni e un bottino che vale zero per la spaccata messa a segno per l’ennesima volta ai danni di Sassomet, la stazione di rifornimenti e il centro servizi agli automobilisti nella zona industriale di Casalecchio. Una banda di malviventi, quattro secondo quanto si vede nelle immagini delle telecamere di videosorveglianza, è entrata in azione intorno alle tre di notte. Arrivati a bordo di un furgone Fiat Daily rubato poco prima nel cortile di una impresa edile in via Casteldebole, hanno tolto dalle guide e quindi divelto il cancello scorrevole che separa la sezione del lavaggio dal cortile della stazione. Giunti nel piazzale, di fronte alle pompe del metano, hanno spostato i piloni in cemento posti davanti alla vetrina del nuovo ufficio utilizzato come ‘casa della batteria’ ed ufficio di compravendita di auto usate. "Tiravano ai soldi delle macchinette e al cambiamonete perché prima hanno tentato di sfondare questa vetrina in retromarcia. Ci hanno dato di brutto ma i cristalli hanno tenuto botta, sono antisfondamento", spiega Renato Bizzini che con i fratelli Giovanni e Leardo conduce i servizi del complesso che annovera un ristorante, una palestra e centro benessere, bar, officina, gommista, centro revisioni, lavaggi e compravendita.

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Con il primo assalto è entrato in funzione l’allarme sonoro e il collegamento con carabinieri e i titolari. Così mentre la banda si spostava a lato con l’obiettivo (riuscito) di sfondare l’altra vetrina, Renato Bizzini scattava giù dal letto. "Nell’ufficio c’era una cassa con poco più di 80 euro. Avevano provato ad aggirare la strada verso le macchinette che volevano trascinare con tutti gli ancoraggi fuori dal corridoio per poi aprirle in tutta calma nei campi qui attorno. Non ci sono riusciti anche perché io in due minuti sono arrivato qua. Il tempo per vederli scappare sul lato che dà sull’asse attrezzato. Nella fuga hanno gettato a terra la cassa e poi si sono divisi...".

Insomma , il colpo è stato sventato grazie alla prontezza di reazione di Bizzini, che ieri mattina, dopo avere liberato l’ufficio dai detriti di vetri e serramenti, aveva già trasferito letto e materasso sul posto di lavoro. "Da oggi dormo qua, perché come si può facilmente capire non ce la facciamo più a sostenere questa situazione di attacco continuo", dice ricordando che il furto numero 21 (il calcolo parte da 14 anni fa, quando è stata aperta questa sede di via Margotti) era avvenuto il 29 aprile scorso, meno di un mese fa. Anche allora oltre 20mila euro di danni materiali ed un bottino irrisorio. "Ora siamo a ‘quota 22’. Siamo assicurati ma fra franchigie varie non riusciremo mai a recuperare tutto il danno", dice il responsabile amministrativo che mostra anche le recinzioni tagliate dalla banda che ha preparato accuratamente il colpo con sopralluoghi e la preparazione di diverse vie di fuga.

 

 

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