di Nicoletta Tempera Investire in criptovaluta "in Italia è l’unico escamotage con cui ti puoi pulire in due giorni anche 50 milioni di euro". Così Alessandro C. detto il Troll dava lezioni di economia sommersa ai soci in affari. Meno intraprendenti di lui, che a 26 anni, da semplice studente universitario, si stava costruendo una posizione più che solida nel businnes dello spaccio bolognese. Una carriera stroncata dal lavoro dei...

di Nicoletta Tempera

Investire in criptovaluta "in Italia è l’unico escamotage con cui ti puoi pulire in due giorni anche 50 milioni di euro". Così Alessandro C. detto il Troll dava lezioni di economia sommersa ai soci in affari. Meno intraprendenti di lui, che a 26 anni, da semplice studente universitario, si stava costruendo una posizione più che solida nel businnes dello spaccio bolognese. Una carriera stroncata dal lavoro dei carabinieri della compagnia di San Lazzaro che, attraverso intercettazioni e indagini tradizionali, sono riusciti a ricostruire la rete di spacciatori capitanata dal Troll. A cui, nei giorni scorsi è stato notificato il fine indagine.

Un giro d’affari tutt’altro che da ragazzi, malgrado la giovane età dei diciassette indagati, tutti ventenni. Nelle conversazioni intercettate dai militari dell’Arma, infatti, il leader del gruppo di pusher, che lavorava esclusivamente con gli studenti, sia delle superiori che universitari, spiegava come pulire i tanti soldi guadagnati con lo spaccio di marijuana e hashish: " 5000 euro li ho messi nel computer in Bulgaria – diceva –, 4000 euro li ho messi 1000 su bitcoin, 3000 su truecoin". Ossia una moneta virtuale di cui il valore "deve diventare alto". Aggiungendo, nel corso della stessa conversazione, che altri 10mila euro li aveva invece depositati su un conto ‘normale’.

A quel punto all’amico che chiedeva il valore dei truecoin e Alessandro rispondeva che già "se valevano 1000 ora valgono 1500 (...). Fai conto stava 1100 dollari e ora 1550 dollari". E si vantava della sua capacità di muovere soldi: "Son bravo, faccio affari in criptovalute". All’altro che si informava se quei soldi potessero essere tracciati, il Troll spiegava il meccanismo: "Non possono vedere perché sono su un account anonimo e puoi girarli sul ‘coinage’ che è quello non anonimo ed è il principale e poi puoi girarli sul tuo conto in banca e nessuno può dimostrare in nessun modo che i bitcoin non li hai presi al valore - incomprensibile - all’operazione". Discorsi quasi incomprensibili per il collega, che il Troll zittiva sentenziando: "In Italia è l’unico escamotage con cui ti puoi pulire in due giorni anche 50 milioni di euro".