Gli chef Massimiliano Poggi con gli ‘spaghetti alla bolognese’ e Ivan Poletti con le classiche tagliatelle con il ragù (Foto Schicchi)
Gli chef Massimiliano Poggi con gli ‘spaghetti alla bolognese’ e Ivan Poletti con le classiche tagliatelle con il ragù (Foto Schicchi)

Bologna, 2 aprile 2016 - Diventerà il nuovo cavallo di battaglia per un lancio definitivo di Bologna nel mondo? La mossa è audace, e di certo rischia di generare malcontento tra Apostoli, Accademici, Salsamentari e Fratelli, mentre qualcuno nello ‘spaghetto alla bolognese’ – secondo gli standard stranieri, quello condito col ragù – ci vede davvero una strategia promozionale.

La pensano così i soci fondatori della Balla dello Spaghetto alla Bolognese, Umberto Faedi e Piero Valdiserra, che alla Cantina Bentivoglio (foto) hanno apparecchiato una serata pungente attorno al ragù, portando in tavola e a confronto la tagliatella alla bolognese cucinata da Ivan Poletti e lo spaghetto «eretico» in cui Max Poggi ha sempre creduto, proponendolo per anni al Cambio con un tocco personale e da fine aprile sullla carta della sua nuova creatura ancora senza nome, a Trebbo.

Ma a dar manforte ai due gastro-goliardi c’è anche l’assessore Matteo Lepore, da tempo convinto sostenitore della pasta di semola con ragù: «Lo spaghetto alla bolognese ha un senso – sono le sue parole – il mondo lo usa già e secondo il marketing se hai una cosa conosciuta la devi usare, anche perché non è che la nostra città sia poi così universalmente nota».

In effetti, è davvero così immediato che gli stranieri associno «bolonnaise» con Bologna? Secondo Vincenzo Cappelletti della Cantina, il link non lo fanno in tanti e «qualsiasi strategia possa portare più turisti in città va studiata». Un’idea, avanza qualcuno, potrebbe essere quella di rispondere a un turista voglioso di spaghetto «bolonnaise» proponendo anche l’assaggio della tradizionale tagliatella «per educarlo».

Ma questi ragionamenti eretici non vanno giù agli Apostoli della Tagliatella: «Credo – ribatte Giovanni Tamburini – che si debba trovare una soluzione giusta, perché oggi lo ‘spaghetto alla bolognese’ offende la nostra tradizione culinaria. Codificarlo così come si vede nei menu mondiali è contro di noi».

E se fosse lo spaghetto di Poggi, cottura perfetta e ragù doc? Nemmeno questo piace ai puristi: «Ai turisti non piacerebbe uno spaghetto cotto al dente», è la risposta. Sono comunque soddisfatti gli ‘agitatori’ della Balla: «Io e Umberto – racconta Valdiserra – non vogliamo depositare una ricetta sullo spaghetto, ma bisogna far leva sul turismo anche con questo grimaldello».