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18 mag 2022

Spese pazze in Regione, l’appello: quattro anni e cinque mesi per l’ex capogruppo Pd Monari

Respinto invece il ricorso contro l’ex consigliera Pariani assolta già nel 2015

18 mag 2022
Marco Monari, ex capogruppo Pd
Marco Monari, ex capogruppo Pd
Marco Monari, ex capogruppo Pd
Marco Monari, ex capogruppo Pd
Marco Monari, ex capogruppo Pd
Marco Monari, ex capogruppo Pd

Quattro anni e cinque mesi: questa la pena inflitta dalla Corte d’appello all’ex capogruppo del Pd in Regione Marco Monari, imputato per peculato per le spese messe a rimborso del gruppo consiliare, le cosiddette "spese pazze". Monari, che venne coinvolto nell’inchiesta di Procura e Guardia di finanza che riguardò tutti i gruppi politici negli anni scorsi, era stato condannato a quattro anni e quattro mesi in primo grado, a dicembre 2017, per i rimborsi percepiti tra il 2010 e il 2011, mentre altri dodici consiglieri dem furono assolti quel giorno; altri tre erano stati assolti due anni prima in abbreviato. Monari patteggiò poi un anno per le spese della legislatura precedente e in appello i giudici, pur assolvendolo per alcune voci di spesa, hanno unificato le pene e rideterminato quella complessiva in quattro anni e cinque mesi, come chiesto dalla sostituta pg Antonella Scandellari, che fu anche la pm che coordinò le indagini insieme alla collega pm Morena Plazzi.

La Corte d’appello ha respinto invece il ricorso della Procura contro l’assoluzione in primo grado di Anna Pariani per la medesima vicenda: L’ex consigliera regionale del Pd era tra i tre che, nel 2015, furono assolti in abbreviato dal giudice dell’udienza preliminare Letizio Magliaro. "Oggi finisce un incubo durato 10 anni", il commento della Pariani.

Il caso esplose nel 2013, quando l’inchiesta per peculato della Finanza mise sotto la lente le spese rimborsate con i fondi dei gruppi consiliari; le pm Antonella Scandellari e Morena Plazzi come detto indagarono 18 consiglieri Pd, di cui appunto 13 furono rinviati a giudizio, tre furono definiti in abbreviato e due infine furono archiviati. All’epoca la Corte dei Conti condannò Monari a risarcire la Regione con 518mila euro per indebiti rimborsi degli anni 2011-2012.

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