Luigi Ontani e la statua che ha scatenato tante polemiche
Luigi Ontani e la statua che ha scatenato tante polemiche

Vergato (Bologna), 7 maggio 2019 – Per l’artista che l’ha realizzata e per il sindaco che ha deciso di collocarla nel piazzale della stazione è una rappresentazione allegorica del territorio. Per altri, invece, è una statua che invoca il diavolo.

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Sta facendo veramente discutere la nuova fontana di Vergato, realizzata dall’artista Luigi Ontani. Siamo in un paese dell’Appenino bolognese e, all’inaugurazione, avvenuta nei giorni scorsi, ha preso parte anche un buon numero di residenti, per niente scandalizzati dall’installazione che mette in bella mostra i propri attributi virili e ha ai suoi piedi, un serpente che, se per l’artista rappresenta «l’infinito che gira su stesso», per chi contesta l’opera è un chiaro riferimento al mondo satanico. Come il fauno che siede sulle spalle della statua. «Sento parlare di invocazioni al diavolo e di altre assurdità – ribatte però il sindaco del paese, Massimo Gnudi –. La fontana rappresenta allegoricamente e mitologicamente il nostro territorio. Il fauno, per esempio, raffigura il fiume Reno e poggia su un uovo che invece è l’allegoria di Montovolo, un altro elemento della geografia locale. Nella vasca di marmo invece vengono rappresentate alcune alture, come il ponte Pero che è la montagna più nota del paese».

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Insomma, per il primo cittadino, non c’è motivo per cui scandalizzarsi, considerando che il Comune ha partecipato alle spese per la realizzazione della statua che ammontano a circa 50mila euro. «L’Amministrazione – conferma Gnudi – ha versato circa 20mila euro a cui si sono aggiunte le spese di allestimento. Il resto del denaro è arrivato da fondi regionali e da donazioni di privati. L’artista, tra l’altro, non ha chiesto alcun compenso. Il progetto della statua era in cantiere da circa una decina d’anni e, in tutta franchezza, non capisco questo clima oscurantista che si è scatenato».

La vede un po’, diversamente, il parroco del paese, don Silvano Manzoni. «Lo sguardo spiritato di quella statua fa paura – ammete il sacerdote – ma parlare di satanismo mi sembra francamente eccessivo. Per me non è una bella statua, punto e basta. Ma appoggiare una raccolta di firme, come sento dire, per chiederne la rimozione mi pare troppo».

Insomma, un invito alla moderazione quello del parroco, anche se la statua continua a far discutere. L’inaugurazione di quella statua – sostiene Giuseppe Ferrari, segretario del Gris, il Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa – è un esempio della deriva alla quale siamo arrivati. Poi i politici dicono che sono oscurantisti coloro che si occupano di esorcismo».

Una dura presa di posizione a cui si aggiunge quella di parte del ‘popolo web’. Su Facebook, infatti, non mancano gli attacchi contro l’installazione e c’è anche chi invoca la sua distruzione, facendo temere al Comune eventuali episodi di vandalismo. «La mia arte è legata alla mitologia e all’allegoria – spiega infine Ontani –. Nella mie raffigurazioni non ci sono intenti politici. Ho il massimo rispetto della religione e non capisco tutta questa polemica. Racconto favole e leggende che nulla hanno a che fare con il satanismo».