Vergato, Ontani davanti alla sua statua (Ansa)
Vergato, Ontani davanti alla sua statua (Ansa)

Vergato (Bologna), 8 maggio 2019 - C’è chi si dice preoccupato per “un ritorno alla logica oscurantista che non si può accettare e passare sotto silenzio” come il parlamentare del Partito Democratico, Andrea De Maria, e chi invece vorrebbe l’immediata rimozione della statua perché considerata “satanica”.

AGGIORNAMENTO Statua Vergato, imbrattata di letame l'opera di Ontani e il Comune

Fa ancora discutere a Vergato la statua realizzata da Luigi Ontani e collocata dal Comune nel piazzale della stagione. Il nome dell’installazione è a ‘RenVergatellAppenninMontovolO’, nome che, come conferma l’autore, evoca alcuni elementi naturali caratteristici dell’Appennino.

Maestro Ontani, si aspettava tutto questo clamore attorno alla sua opera?

“Francamente no. E mi dispiace che l’arte finisca per scatenare polemiche politiche”.

Con la sua opera non pensa di aver ferito i sentimenti religiosi della comunità?

“Assolutamente no. Con quest’opera ho voluto raccontare il mito che c’è attorno a questo meraviglioso territorio. Una rappresentazione allegorica delle peculiarità di Vergato e degli elementi che la caratterizzano come il fiume Reno, Montovolo, il monte Pero”.

Ma in molti non la vedono così e vedono nella statua il richiamo ad alcuni simboli satanici descrivendola come se fosse Lucifero che porta sulle spalle un bambino...

“Ma quale invocazione del diavolo. Parliamo di un fauno (che rappresenta il fiume Reno), di un Cupido alato (che il fauno ha sulle spalle), in rappresentazione del torrente Vergatello, di un tritone (che simboleggia l’Appennino) e di un uovo sul quale il tritone si appoggia che invece rappresenta Montovolo, elemento mitico del paesaggio locale. Ma il discorso è un altro...”.

Dica pure maestro.

“L’arte è una suggestione personale e un’opera può piacere come no. Accetto senza problemi le critiche, ci mancherebbe. Resto però perplesso quando chi, non avendo alcune esperienza nel settore, esprime giudizi categorici e di condanna. Se poi, dietro, ci siano finalità politiche o elettorali, non sta a me giudicarlo. Io faccio l’artista, punto e basta. E non mi metto a parlare di scienza, come se me ne intendessi perché non è questo il mio settore”.

Insomma, secondo lei, in giro, ci sono troppi ‘scienziati’?

“Lasciatemi pensare all’arte per favore. Sapete che il progetto di questa opera era in cantiere da oltre dieci anni? Finalmente siamo riusciti a realizzarla e, nel giorno della sua inaugurazione, ho visto tante persone che l’hanno gradita. Racconto favole e leggende, come lo è questa statua. E ho il massimo rispetto della religione. E’ poi assolutamente normale che un’opera d’arte attragga, seduca e crei anche delle inquietudini. Ma parlare di invocazione al demonio, credetemi, non ha davvero alcun senso”.