La statua di Ontani imbrattata col letame
La statua di Ontani imbrattata col letame

Vergato (Bologna), 9 maggio 2019 -  Un lungo striscione dietro al quale hanno sfilato almeno un centinaio di persone: "Viva Vergato. Viva la Libertà. Viva l’Arte". Il corteo silenzioso ha manifestato per difendere la statua progettata dal maestro Luigi Ontani e finita negli ultimi giorni al centro delle polemica. I partecipanti si sono radunati in piazza dei Capitani della Montagna, davanti al municipio, alle 18. Poi il corteo si è diretto alla stazione del paese per un presidio attorno alla fontana della discordia.

La giornata era cominciata in maniera turbolenta. "Questa notte qualche delinquente oscurantista ha imbrattato di letame la fontana di Luigi Ontani (FOTO) e il municipio comunale", aveva scritto in un post su Facebook il sindaco di Vergato, Massimo Gnudi. "Contiamo che gli inquirenti sappiano trovare gli autori di questo gesto vile e vigliacco, anche utilizzando le tecnologie di videosorveglianza. Avevamo paventato il rischio che chi semina odio poi raccoglie violenza, purtroppo ne abbiamo avuto conferma. A queste persone rispondiamo che non hanno offeso solo un'artista. Hanno offeso un'interà comunità. Ma Vergato non si lascerà intimidire".

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La statua in questi giorni è stata al centro di furiose polemiche, soprattutto sui social network, in merito ai presunti simboli satanistici, esoterici, occultistici e, addirittura, pedofili evocati dalle statue installate. Stamattina è andato in scena un esorcismo celebrato da 'padre' David, sedicente diacono esorcista della Chiesa di Cristo, con il rito di Papa Leone XIII al termine della recita del Santo Rosario alla Madonna, assieme ad una dozzina di fedeli. Il suo 'esorcismo' si è svolto davanti a circa 200 cittadini del paese, che hanno intonato cori di scherno. C'è stato anche un breve battibecco con il sindaco Gnudi, che gli ha detto: "Faccia quello che crede ma sappia che Vergato non la vuole".

Letame in Comune a Vergato

Ieri, la piazza della stazione di Vergato era stata movimentata dall’apposizione di uno striscione da parte di alcuni attivisti di Forza Nuova, subito rimosso dopo l’intervento delle forze dell’ordine. "Dietro quella che vuole essere una rappresentazione allegorica dell’Appennino – diceva una nota di Forza Nuova – si nasconde l’esaltazione del maligno, della perversione e del disprezzo della nostra tradizione cattolica. Ci auguriamo che la statua venga rimossa". 

"Se si dovessero verificare vandalismi ai danni della fontana nei prossimi giorni – aveva avvertito ieri il sindaco Gnudi – sappiamo già chi sono gli autori o i mandanti". "Misure di sorveglianza ci sono già – aveva aggiunto  – la piazza è videosorvegliata 24 ore su 24, in stretto collegamento con le forze dell’ordine".

"Nel 2019 non credo possano accadere cose del genere. I surreali attacchi di questi giorni all'opera d'arte inaugurata a Vergato nelle scorse settimane hanno, purtroppo prevedibilmente, portato al gesto di questa notte". Lo dice il sindaco metropolitano di Bologna Virginio Merola, commentando l'imbrattamento col letame della fontana artistica di Ontani.

Merola si dice "vicino al sindaco Gnudi e alla comunità di Vergato" e auspica che "il responsabile del gesto ignorante venga individuato grazie alle telecamere di sorveglianza e spero che questo pomeriggio alle 18 siano in tanti al 'corteo silenzioso' organizzato dal sindaco Gnudi per chiedere di mettere giù le mani dal nostro patrimonio artistico".

Sul caso è intervenuto anche il governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: "L'arte non si censura, né si ferma la libera espressione del pensiero attraverso la cultura e tutte le forme artistiche. Per primo deve saperlo chi stanotte ha imbrattato la fontana di Luigi Ontani a Vergato.  Già nei giorni scorsi - prosegue il governatore - abbiamo dovuto ascoltare parole di condanna di chi vede nella scultura eresie e chissà quali pericoli, come se le persone non avessero la propria capacità di giudizio e d'opinione, e adesso qualcuno è passato ai fatti. Una violenza vergognosa, da respingere con forza, così come la comunità di Vergato, a cui sono vicino, si appresta fare".

"Oggi questi autoproclamatisi difensori della tradizione cattolica", sono solo "penosamente ridicoli", questi "rigurgiti neofascisti destano preoccupazione. Le derive di destra si contrastano con la cultura e lo studio della storia e della storia dell'arte". Interviene così Anna Cocchi, presidente dell'Anpi di Bologna, commentando le polemiche sulla fontana. Cocchi ripercorre le diverse posizioni contrarie all'opera, da quella di Casapound i cui attivisti "scandalizzati dalla virilità della statua - ha affermato - minacciano di coprirla con una colata di cemento», a quella del senatore leghista Simone Pillon, fino al rito esorcista della mattinata. «Ho già avuto modo di dire che viviamo in tempi davvero duri. Magari potrebbe aiutarli sapere - ha concluso la presidente dell'Anpi rivolgendosi ai detrattori dell'opera - che anche gli affreschi michelangioleschi della Cappella Sistina furono coperti con delle mutande, ma era il 1564".