AMALIA APICELLA
Cronaca

Yuri Zini, il bambino che sognava di fare il macchinista sopravvissuto alla strage del 2 agosto 1980

Il suo racconto nel libro “Quel che resta della bomba”. Decenni di silenzio sull’attentato alla stazione di Bologna fino agli incontri nelle scuole con i ragazzi. Ora questa storia è raccontata nel volume presentato a Palazzo d'Accursio

Bologna, 4 luglio 2023 –  Un bambino, sopravvissuto alla strage della stazione di Bologna, decide di parlare e di raccontare come quel 2 agosto 1980 abbia segnato la sua vita per sempre.

Decenni di silenzio, pesanti come macigni, perché in attimo la bomba ha spazzato via tutto in quel bambino che, 43 anni fa, ne aveva solo sei. Voleva fare il macchinista di treni, Yuri Zini, seguire le orme di papà, che lavorava alla stazione di Bologna e che tutte le settimane lo metteva su un treno per fare un giro insieme.

Lo stavano facendo anche quel sabato mattina, il 2 agosto del 1980. Da quel giorno Yuri su un treno non è più riuscito a salirci. Non è più riuscito nemmeno a parlare della sua storia di bambino sopravvissuto.

Yuri Zini a Bologna durante la presentazione del suo libro "Quel che resta della bomba"
Yuri Zini a Bologna durante la presentazione del suo libro "Quel che resta della bomba"

Mi sentivo in colpa per le persone che non ci sono più”, confessa Zini. ‘Quel che resta della bomba’ (edito da Scripta Maneant) è la testimonianza che la bomba ha sì scalfito tutto, anche la sua passione, ma non la sua voce. Il volume di Yuri Zini è curato da Daniela Montanari, con interventi del sindaco Matteo Lepore, della psicologa e scrittrice Maria Rita Parsi, di Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione tra i familiari delle vittime della strage, e di Miriam Ridolfi, l’assessora, scomparsa due mesi fa, che coordinò i soccorsi quel 2 agosto.

Dopo 39 anni di completa chiusura, Yuri si è piano piano aperto e ha iniziato parlare di quell’evento, che ha mandato in frantumi tutti i suoi sogni di bambino, ai ragazzi delle scuole.

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“Quando sei piccino, ti sollevano in una giravolta tenendoti per le braccia poi... vola vola vola! In quell'atrio afoso, invece, nessuno mi stava tenendo le mani: lo spostamento d'aria causato dallo scoppio della bomba, stava scagliando piccole braccia e grandi sogni, contro un treno fermo al binario 1", scrive l’autore nel libro.

Parte dei ricavi della vendita del libro, presentato questa mattina a Palazzo d'Accursio, saranno destinati dell'Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna.