Bologna, 19 maggio 2020 - La Procura generale di Bologna ha chiesto il rinvio a giudizio per Paolo Bellini, ex Avanguardia nazionale, ritenuto un esecutore della Strage del 2 agosto 1980: avrebbe avrebbe agito in concorso con Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D'Amato e Mario Tedeschi, tutti deceduti e ritenuti mandanti, finanziatori o organizzatori dell'attentato. Richiesta di giudizio anche per l'ex generale del Sisde Quintino Spella e l'ex carabiniere Piergiorgio Segatel, per depistaggio, e Domenico Catracchia, per false informazioni al pm al fine di sviare le indagini. Catracchia era il responsabile delle società legate ai servizi segreti, che affittavano gli appartamenti di via Gradoli dove, nel 1981, trovarono rifugio alcuni esponenti dei Nar.

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Il provvedimento è firmato dall'avvocato generale Alberto Candi, dai sostituti pg Umberto Palma e Nicola Proto e vistato dal procuratore generale Ignazio
De Francisci. Le indagini sono state condotte da Guardia di Finanza, Digos e Ros.

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L'inchiesta arrivata ad accusare Bellini è il fascicolo sui mandanti della strage che fece 85 morti e 200 feriti, da sempre sollecitato dall'associazione dei familiari delle vittime: prima archiviato contro ignoti dalla Procura ordinaria, è stata avocato a ottobre 2017 dalla Procura generale che ha chiuso a febbraio questo primo troncone e ora ha chiesto il processo.

"Ora la battaglia per la verità sarà super ostacolata"

"Ora la battaglia per la verità sarà ostacolata in modo sovraumano; inizia una strada difficilissima: non si pensi, come si diceva una volta, che abbiamo raggiunto il socialismo. Abbiamo voluto la bicicletta, ora dobbiamo pedalare". E' soddisfatto, e molto, Paolo Bolognesi, presidente dell'associazione dei parenti delle vittime della strage alla stazione di Bologna per la decisione della Procura generale di Bologna di chiedere il rinvio a giudizio per Paolo Bellini, ma anche consapevole che questo traguardo inseguito per anni, e "con cui si dimostra che ci sono le carte per fare un processo" sui mandanti, segna anche una 'fase 2'. Quella appunto in cui si farà di tutto, teme e prevede, per evitare che la verità venga a galla.

"Alla vigilia del 2 agosto assisteremo a tentativi di tutti i tipi per confondere l'opinione pubblica" mentre il cerchio sembra stringersi attorno ai mandanti, dice Bolognesi, parlando alla
'Dire'. "Dagli esecutori, come Cavallini, stiamo salendo a personaggi di ancora piu' alto livello" e ruolo nei misteri del 2 agosto, rileva Bolognesi.

"La cosa importante - prosegue il presidente dell'associazione dei parenti delle vittime del 2 agosto - è che, oltre a Bellini, ci sono tre personaggi collegati ai servizi e siccome le false dichiarazioni e i depistaggi sono del 2019, questo vuol dire che il centro di potere che gestiva queste cose è vivo, vegeto e lotta contro di noi, lotta ancora contro la verita'". Per questo, "oggi siamo molto contenti, ma anche consapevoli che i tempi che verranno saranno durissimi".