Bologna, 23 luglio 2021 - "Quello di ieri in Corte d’Assise durante il processo ai mandanti della strage del 2 agosto 1980 può davvero essere un passo avanti decisivo verso la piena verità. Il riconoscimento in aula da parte della moglie di Paolo Bellini, ex militante di Avanguardia nazionale, in un filmino amatoriale di un turista tedesco, sembra sgomberare la strada da tanti falsi alibi di questi anni". Così il presidente della Regione Stefano Bonaccini commenta l’udienza di mercoledì sulla strage in cui morirono 85 persone e ne rimasero ferite altre 200. Questo, prosegue il governatore, "si deve alla tenacia dell’Associazione dei familiari delle vittime, i cui legali hanno trovato il filmato fra migliaia di documenti e atti processuali, che come Regione abbiamo contribuito a digitalizzare".

Strage 2 agosto Bologna, le intercettazioni-choc: "È Paolo nel video"

Ieri l’altro in aula non sono in effetti mancati i colpi di scena. Che hanno fatto crollare l’alibi durato 41 anni dell’ex primula nera di Avanguardia nazionale, oggi imputato nel processo ai mandanti come "quinto uomo" della bomba in stazione. Il suo storico alibi lo collocava, alle 10.25 del 2 agosto 1980, in viaggio con la moglie, i due figli bambini e la nipote di nove anni diretti verso il Tonale, per una vacanza. Ora invece Maurizia Bonini, la ex moglie, ha ritrattato – "Ho mentito, chiedo scusa: ma ero certa della sua innocenza", le sue parole a tratti commosse in aula –, collocando ben più tardi, oltre mezzogiorno, l’arrivo a Rimini dell’allora consorte all’appuntamento per la partenza. E con lei ha in parte modificato la versione raccontata ai pm agli interrogatori (e poi sostenuta in successive intercettazioni) la cognata di Bellini, moglie del fratello Guido, Marina Bonini: "Ho affidato mia figlia Daniela a mio cognato prima di andare in ospedale a Parma da mio marito, che era molto malato. A convincermi di mandarla sarà stato Guido o Maurizia, io con Paolo non avevo rapporti e poi mi faceva paura il fatto che fosse latitante... Ma ho pensato che volessero aiutarmi, mio marito stava morendo. Ma non ho mai chiesto a Daniela cosa fosse successo dopo che l’ho affidata allo zio e l’arrivo a Rimini dagli altri... Dove l’abbia messa se alle 10.25 era in stazione non lo so, mi viene la pelle d’oca a pensarci", ha riferito. Ma il 2 agosto 2019, sentita dagli inquirenti della Procura generale e intercettata mentre parlava con la cognata e il fratello di lei, aveva detto: "Mi han detto... che (Paolo, ndr) ha incontrato sua cognata che gli ha dato la bimba per andare in montagna... sul giornale, c’era scritto... Una bella vergogna". Prosegue: "Allora io adesso non mi ricordo neanche chi sia venuta lì...".

Nel frattempo, oggi in aula si attende una nuova udienza incentrata sull’imputato Bellini; ma non ci sarà, tra i testimoni, il terrorista nero Pierluigi Concutelli, convocato dagli avvocati di parte civile, per problemi di salute. Mentre una rogatoria sarà presto mandata in Brasile per convocare come testimone Marco Ceruti, il factotum di Licio Gelli oggi ottantuenne, che ora vive laggiù ed è stato finalmente rintracciato dopo alcune difficoltà.