Bologna, 16 aprile 2021 - È iniziato alle.9.25 il processo ai mandanti della strage del 2 agosto 1980 davanti alla corte d'assise presieduta dal giudice Francesco Maria Caruso. Degli imputati sono presenti in aula 11 solamente Paolo Bellini e Piorgiorgio Segatel. Assente invece Domenico Catracchia. In aula è presente anche il sindaco Virginio Merola in rappresentanza del Comune di Bologna, già costituito parte civile insieme alla Regione e alla presidenza del Consiglio dei ministri. Arrivato in Tribunale Bellini ha pronunciato poche parole ma significative: "Mi sento come Sacco e Vanzetti". Il riferimento è ai due anarchici italiani ingiustamente condannati a morte per omicidio e giustiziati negli Stati uniti negli anni '20 del secolo scorso.

Il processo si celebra a porta chiuse per ragioni sanitarie, giornalisti e familiari delle vittime della strage assisteranno dalla Sala delle colonne dove è stato allestito un mega schermo. "Questo processo- ha aperto il presidente Caruso - purtroppo si celebra in condizioni difficili". Il quale ha annunciato che da fine mese si faranno due udienze alla settimana. Come si ricorderà, Bellini è accusato di concorso nella strage con i Nar già condannati. Mentre Segatel e Catracchia rispettivamente  per depistaggio e falso ai pm.

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L'associazione delle vittime: "Da Bellini parole assurde"

"Anche Mambro, Fioravanti e Ciavardini hanno detto che erano tutti vittime delle strage: a loro è andata male hanno preso l'ergastolo. Dovrebbe stare attento Bellini a fare queste dichiarazioni perchè portano sfortuna. Mi auguro che si difenda nel merito e non con queste battute assurde che fanno solo male alle vittime e alla città di Bologna": cosi' il presidente dell'Associazione dei parenti delle vittime della strage di Bologna, Paolo Bolognesi, ha replicato all'esternazione di Paolo Bellini.

"Oggi è un giorno importante"

Anche uno degli avvocati dei parenti delle vittime si è scagliato contro Bellini: "E' stata una strage che ha tentato di sabotare la democrazia italiana, che ha colpito le vittime, la citta' e l'Italia intera". ha detto Andrea Speranzoni. "E' un'udienza fortemente desiderata dai familiari delle vittime che assistiamo, pertanto è un giorno importante, quasi 41 anni dopo il fatto, un processo ai mandanti. Questo - ha sottolineato Speranzoni - è il punto fermo da cui oggi iniziamo".

"Si tratta di una tappa fondamentale per arrivare alla verità completa, la cosa per cui da 40 anni camminiamo insieme in questa città, come istituzioni democratiche, sia il Comune di Bologna che la Regione Emilia-Romagna. Siamo molto fiduciosi che possa essere l'evento definitivo, sarà un processo impegnativo, deve avere l'attenzione di tutti noi", ha aggiunto il sindaco Merola.