Bologna, 11 giugno 2019 - E’ stato fermato nella notte di sabato, dagli uomini della Mobile, Orianderson Venturi  il 31enne brasiliano ma naturalizzato italiano accusato di aver violentato una studentessa di 24 anni nell’area verde del Dopolavoro ferroviario (VIDEO).

L’aggressione era avvenuta nelle prime ore del 2 giugno scorso, quando la ragazza italiana stava rientrando a casa dopo aver trascorso una serata con gli amici; improvvisamente, secondo quanto denunciato, è stata aggredita da un uomo, da lei incrociato poco prima, che l’ha costretta con forza a seguirla all’interno di un’area verde sita nei pressi del Dopolavoro ferroviario. Qui lo stupro. Le immediate indagini condotte dagli uomini e dalle donne della squadra mobile hanno permesso di dare prima un nome ed un volto al responsabile del grave fatto di reato e successivamente di individuarlo.

Aveva già precedenti specifici Orianderson Venturi. L'uomo, nato in Brasile ma cittadino italiano da quando fu adottato da bambino da una famiglia del Bolognese, nel 2016 era stato denunciato per violenza sessuale dalla fidanzata di allora. Era inoltre già conosciuto alle forze dell'ordine anche per reati di droga e per lesioni. Alla sua individuazione, gli investigatori della squadra mobile sono arrivati in meno di una settimana grazie alla descrizione accurata fatta dalla vittima, che ricordava bene scarpe sportive, abbigliamento e lo zaino rosso del suo aggressore.

Utile alle indagini, svolte anche analizzando i filmati di alcune telecamere, è stato inoltre l'aiuto di due testimoni: il gestore e un dipendente di una pizzeria che si trova all'interno del parco dove il 31enne, che conosceva di vista il cameriere, qualche ora prima si era presentato a chiedere qualche spicciolo e una birra. «Ringraziamo questi testimoni - ha detto il capo della Mobile
Luca Armeni - perché non si sono fatti scrupoli dimostrando coraggio e senso civico».

Le testimonianze hanno permesso di indirizzare le indagini verso un soggetto di origine brasiliana, e non nordafricana come ipotizzato dalla vittima. L'uomo è stato poi rintracciato nei pressi dell'abitazione della convivente attuale, sempre in zona Navile, dove la  polizia ha ritrovato gli abiti e lo zaino che indossava al momento della violenza. Poco prima di essere aggredita, la ragazza si era accorta di essere seguita e aveva telefonato a uno studente saudita in questi giorni a Bologna, per avvertirlo.

Qualche minuto dopo l'amico, non riuscendo più a contattarla perché il violentatore le aveva sottratto il cellulare, ha intuito fosse successo qualcosa. Non parlando italiano, è riuscito a dare l'allarme chiamando un altro amico in Cile, che parla italiano e dal Sudamerica ha avvisato la polizia..