I poliziotti delle Volanti di pattuglia al Pilastro, dopo la violenza e il linciaggio
I poliziotti delle Volanti di pattuglia al Pilastro, dopo la violenza e il linciaggio

Bologna, 24 agosto 2021 - Atteggiamenti inequivocabili, ‘carezze’ oscene. Ripresi in più video, custoditi nel cellulare, privo di scheda sim, del trentenne. Sono state queste immagini l’elemento chiave che, nella notte di sabato, ha portato i poliziotti delle Volanti, guidati dal dirigente Fabio Pichierri, d’intesa con il pm Marco Forte, a far scattare il fermo nei confronti dell’uomo, accusato di aver violentato, all’interno dell’appartamento al Pilastro dove viveva con la famiglia, una bambina di 12 anni, vicina di casa.

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Il telefonino, che il trentenne usava esclusivamente per fare video, è stato sequestrato dalla polizia, assieme a quello della minorenne, dal quale sono state estrapolate alcune chat tra lei e l’orco, registrato sotto il nome di un’amichetta. Ora, entrambi i telefoni saranno sottoposti a perizia, disposta dalla Procura. Gli accertamenti sono tesi a chiarire il contesto in cui è avvenuta la violenza, per capire se si sia trattato di un unico episodio. O, ed è questa la paura degli inquirenti, se la bambina abbia dovuto più volte subire le attenzioni morbose di quell’adulto senza anima.

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La piccola, nei prossimi giorni, sarà ascoltata, in audizione protetta, alla presenza di una psicologa. Oggi, invece, è atteso l’interrogatorio di garanzia dell’arrestato, difeso d’ufficio dall’avvocato Jessica Proni. Stando a quanto si apprende, sulla carta il trentenne sarebbe incensurato, anche se negli ambienti investigativi si sta cercando di ricostruire un precedente specifico, che sarebbe avvenuto quando ancora l’uomo non viveva in città.

L’attività d’indagine lampo, che ha permesso di assicurare alla giustizia l’uomo, è stata condotta nel corso del pomeriggio di sabato dai poliziotti delle Volanti. Ora, i successivi accertamenti saranno curati dalla sezione dedicata della Squadra mobile. Il trentenne, che solo grazie all’intervento degli agenti si è salvato dal linciaggio da parte dei parenti di lei, nel pomeriggio di sabato, è stato interrogato dai poliziotti. E ha sostanzialmente ammesso, senza reticenza, né rimorso, di aver avuto rapporti con la ragazzina.

"L’ufficio delle Volanti – spiega il dirigente Pichierri – oltre a gestire l’intervento al Pilastro, apprese le circostanze per cui era avvenuta la spedizione punitiva, ha sviluppato, nel giro di poche ore, l’indagine, riuscendo ad acquisire elementi tali da consentire un fermo di indiziato". Il dirigente dell’Upgsp, descrivendo il contesto in cui si è dipanata l’orrenda vicenda, parla di "dinamiche famigliari complesse", di nuclei già seguiti dai servizi sociali.

"Il Pilastro è una zona che seguiamo con la massima attenzione – dice ancora Pichierri –. Quando è arrivata la chiamata sabato, che parlava di una rissa, siamo andati nella strada indicata con cinque equipaggi, quattro pattuglie delle Volanti e una delle Uopi. Pensavamo di trovarci davanti a una zuffa legata a motivi di microcriminalità ‘ordinaria’".

Invece, la strada ha parlato. E ha aperto un abisso di orrore, maturato tra le mura di un alloggio Acer, dove forse, orco e bambina non erano neppure soli quando è avvenuta la violenza. La notte dell’arresto del trentenne, per paura di ritorsioni, la famiglia dell’uomo ha fatto i bagagli ed è fuggita, fuori dall’Italia. Domenica mattina, nelle strade vicine alla loro abitazione, giravano alcuni uomini armati di bastoni e accette.

Ieri mattina, nelle stesse vie, uno scooter è stato ritrovato dato alle fiamme e il portone di un palazzo è stato danneggiato. "Non credo che questi ultimi due episodi siano necessariamente collegati a quanto avvenuto sabato – conclude Pichierri –. Il Pilastro è un quartiere difficile, su cui noi ci muoviamo sul doppio filone della prevenzione e della deterrenza, con una presenza, costante, delle nostre pattuglie. Che sabato hanno fatto un grande lavoro di indagine, che ha permesso di bloccare un soggetto pericoloso".