FEDERICA ORLANDI
Cronaca

Stupro di via Belle Arti, a processo due ragazzini: “Fu violenza di gruppo”. Ma loro negano tutto

I quindicenni ora al Pratello erano ospiti della comunità di Villa Aldini. Assalirono la trentenne in strada; salvata dall’intervento di alcuni passanti.

Stupro di via Belle Arti. A processo due ragazzini: "Fu violenza di gruppo". Ma loro negano tutto

Stupro di via Belle Arti. A processo due ragazzini: "Fu violenza di gruppo". Ma loro negano tutto

Bologna, 22 novembre 2023 – La loro versione dei fatti sulla notte in cui aggredirono sessualmente una trentaduenne in via delle Belle Arti, due mesi fa, non è stata ritenuta credibile. Del resto, smentiva non solo quanto rivelato dai testimoni presenti sul posto, alcuni dei quali avevano pure scattato video e foto, ma anche dalla vittima e dalle registrazioni delle telecamere della zona.

Stupro di via Belle Arti. A processo due ragazzini: "Fu violenza di gruppo". Ma loro negano tutto
Stupro di via Belle Arti. A processo due ragazzini: "Fu violenza di gruppo". Ma loro negano tutto

Così, la Procura del tribunale dei minorenni – con il pm Emiliano Arcelli – ha chiesto il giudizio immediato per i due quindicenni tunisini, difesi rispettivamente dagli avvocati Antonio Gambetti e Pietro Chianese, accusati di violenza sessuale di gruppo e arrestati dai carabinieri poco dopo i fatti. Richiesta accolta dal tribunale dei minorenni: il giudice Chiara Alberti ha fissato la prima udienza per inizio febbraio. I due, incensurati, non parlano italiano ed erano arrivati in città da pochi giorni, ospiti della comunità per minori stranieri non accompagnati a Villa Aldini. Uno dei due, sbarcato a Lampedusa poco prima e poi fuggito dalla comunità in cui era ospitato per raggiungere Bologna, dove vivevano alcuni suoi conoscenti, era senza documenti e aveva dato generalità false; solo in sede d’interrogatorio aveva poi rivelato il proprio vero nome.

Almeno uno dei giovanissimi imputati, comunque, opterà per il processo con rito abbreviato. Perciò l’udienza fissata per febbraio slitterà, per fare approdare il procedimento in camera di consiglio.

Un passo indietro. Era la notte tra il 28 e il 29 settembre, attorno alle 3.30, all’altezza di via delle Belle Arti, verso via delle Moline e largo Respighi. Una trentaduenne italiana, che stava rientrando a casa, fu improvvisamente assalita dai due giovanissimi sconosciuti: uno di loro la spinse a terra con violenza e, tenedole ferme le mani, fece da ’palo’ mentre l’altro l’assaliva palpeggiandola e cercando di spogliarla per abusare di lei. Le grida disperate della ragazza, che cercava di divincolarsi urlando "smettetela", richiamarono però l’attenzione di una passante – la ventottenne Giulia Leone, poi premiata dal sindaco Matteo Lepore con la la Medaglia al merito civico ‘Giorgio Guazzaloca’ per il suo coraggioso intervento – che corse verso di lei attirando nel contempo l’attenzione di altri passanti. I quali infine misero in fuga gli aggressori, i quali furono poi ben presto rintracciati e identificati dai carabinieri della Stazione Bologna, che li fermarono e portarono al Pratello.

Una dinamica confermata non solo dalla vittima, ma dai testimoni stessi – alcuni dei quali fornirono appunto foto e video dei due giovanissimi in fuga alle forze dell’ordine, agevolandone l’identificazione – e dalle telecamere della zona. Completamente diversa però da quella riportata dai due giovani durante gli interrogatori, anche in sede di convalida del fermo, pochi giorni dopo i fatti. Gli adolescenti infatti avrebbero riferito di avere assistito mentre la vittima veniva assalita da una terza persona, un uomo, che si sarebbe poi dileguata lasciandola a terra seminuda; loro sarebbero quindi intervenuti a soccorrerla, gesto frainteso dai presenti, che li avevano scambiati per gli aggressori. Ma i giudici del tribunale per i minorenni non hanno ritenuto neppure plausibile questa versione e hanno perciò convalidato il fermo, prima, ed emesso il decreto di giudizio immediato su richiesta della Procura, poi.