I controlli della polizia
I controlli della polizia

Bologna, 4 giugno 2019 - C’è un identikit: un uomo di origini nordafricane, sui 25 anni d’età, altezza media che, tra sabato e domenica, indossava jeans, giubbotto, scarpe scure e portava uno zaino sulle spalle. Ci sono poi i primi filmati delle telecamere, già visionati e dai quali è attesa la verità della violenza denunciata da una ventenne. Eccoli i primi passi dell’inchiesta che dovrà fare luce sui fatti avvenuti all’alba di domenica alla Bolognina con protagonista una studentessa campana, trasportata poi al Maggiore per essere medicata. Il suo racconto, messo nero su bianco davanti agli uomini di Luca Armeni in una dettagliatissima denuncia, parla di un’aggressione, di una rapina e di una violenza sessuale.

Tutto inizia alle 5.30 quando, da sola, stava rientrando a casa – vive in uno studentato della zona – dopo aver trascorso la serata in compagnia di alcuni amici. Arrivata in via Serlio, è stata ‘agganciata’ da uno straniero, descritto dalla stessa come un uomo di origini magrebine, sui 20-25 anni di età. L’uomo, dopo averla avvicinata, ha cominciato a strattonarla, le ha rubato il telefonino e l’ha trascinata in un parchetto all’interno dell’area Dlf, il Dopo lavoro ferroviario. E qui, sempre stando alle parole della studentessa, sarebbe avvenuto lo stupro. Solo dopo alcuni lunghissimi e drammatici minuti, lei è riuscita a divincolarsi e a far scappare l’aggressore, corso in direzione via Stalingrado con il telefonino della vittima per evitare che potesse dare l’allarme in fretta.

La ragazza, secondo le ricostruzioni della polizia, ha poi raggiunto la fermata di un autobus dove ha trovato soccorso in un passante e grazie allo stesso è riuscita a chiamare un amico che poi ha avvertito 113 e 118. Al momento non vi sarebbero però testimoni oculari dell’aggressione, ecco perché diventano ancora più determinanti le immagini delle telecamere della zona. Due i filmati visionati fino a ieri dagli inquirenti, ma altri sono attesi già nelle prossime ore. Individuati diversi ‘occhi’ elettronici tra via Serlio, via Barozzi e altre zone limitrofe, con la speranza che qualcuno possa aver ‘fotografato’ lo sconosciuto. Un lavoro che non sarà breve, come successe per un altro gravissimo episodio di violenza avvenuto in piazza Aldrovandi oltre un anno fa. In quel caso, quattro mesi dopo i fatti, grazie ad alcune testimonianze ma soprattutto alle immagini delle telecamere, la polizia riuscì ad arrestare il presunto aggressore.

La ventenne, intanto, è tornata a casa, è sotto choc ma fortunatamente sta bene. Domenica è stata immediatamente accompagnata all’ospedale Maggiore, qui attivato il protocollo sanitario apposito: i primi referti escluderebbero la presenza di gravi lesioni. L’indagine continua.