NICOLETTA TEMPERA
Cronaca

Tre bancomattari ‘disinnescati’. Fermati in auto con l’esplosivo

Gli agenti delle Volanti hanno fermato l’auto con a bordo i tre in viale Lenin durante un normale servizio. La marmotta è stata affidata agli artificieri. All’interno di due borsoni trovate radio, passamontagna e torce.

Tre bancomattari ‘disinnescati’. Fermati in auto con l’esplosivo

Tre bancomattari ‘disinnescati’. Fermati in auto con l’esplosivo

La banda di bancomattari è stata ‘disinnescata’ prima che facesse il botto. Sono stati i poliziotti delle Volanti, l’altra notte in viale Lenin, durante un normale servizio di controllo del territorio, a notare un’auto sospetta e fermarla. Scoprendo così che i tre a bordo avevano al seguito il kit completo del ladro, oltre a una ‘marmotta’ carica con quattro etti di esplosivo, già pronta con fili e innesco.

Tutto è nato da una serie di manovre poco lineari messe in atto dal conducente dell’Alfa Mito appena notata la pattuglia delle Volanti che si avvicinava. Manovre che non sono passate inosservate agli agenti, che hanno deciso di seguire e fermare la macchina. I tre non hanno opposto resistenza e sono rimasti calmi durante il controllo. I poliziotti, però, hanno comunque deciso di dare un’occhiata anche all’auto. E aprendo il portabagagli, all’interno di due borsoni, hanno trovato un vero e proprio armamentario da ladro: passamontagna, piedi di porco, torce, guanti e anche delle ricetrasmittenti capaci di captare le frequenze di polizia e carabinieri. I tre sono stati subito identificati: si tratta di un palermitano di quarant’anni con precedenti specifici per assalti a sportelli di istituti di credito; un napoletano di 39 anni incensurato; e un romagnolo di 28 anni, con precedenti per altri reati. I tre sono stati subito arrestati per possesso di materiale esplodente e accompagnati alla Dozza in attesa della convalida.

Da quanto emerso, i fermati avevano a disposizione due appartamenti, uno in provincia di Bologna, l’altro a Ravenna, che sono stati perquisiti: all’interno, però, non è stato trovato nulla di significativo ai fini delle indagini. In viale Lenin, invece, sono arrivati gli artificieri per disinnescare la ‘marmotta’, ossia un dispositivo caricato con esplosivo e collegato a una batteria che si introduce all’interno delle bocchette degli sportelli per innescare la deflagrazione. Del caso è stata interessata anche la Squadra mobile, per verificare se i tre, che erano probabilmente in cerca di un bancomat da fare esplodere nelle vicinanze, siano responsabili anche di altri colpi commessi nei mesi scorsi in città e provincia.