di Francesco Zuppiroli Gli studenti mettono una nota sul registro alla scuola in Fiera. Sono trascorsi appena tre giorni dal ritorno in classe per i 1.600 alunni di Minghetti, Sabin e Sirani, che da lunedì occupano i banchi del padiglione 34 della Fiera, firmato dall’archistar Mario Cucinella. Un primo e unico caso sperimentale in Italia che pertanto necessita ancora di adeguati aggiustamenti. "Difficile seguire le lezioni. Il rumore dalle altre classi copre la voce degli insegnanti e l’acustica non è delle migliori", comincia da qui Chiara, frequentatrice del Sirani, interrogata all’uscita dalla Fiera...

di Francesco Zuppiroli

Gli studenti mettono una nota sul registro alla scuola in Fiera. Sono trascorsi appena tre giorni dal ritorno in classe per i 1.600 alunni di Minghetti, Sabin e Sirani, che da lunedì occupano i banchi del padiglione 34 della Fiera, firmato dall’archistar Mario Cucinella. Un primo e unico caso sperimentale in Italia che pertanto necessita ancora di adeguati aggiustamenti. "Difficile seguire le lezioni. Il rumore dalle altre classi copre la voce degli insegnanti e l’acustica non è delle migliori", comincia da qui Chiara, frequentatrice del Sirani, interrogata all’uscita dalla Fiera su quali siano le prime impressioni sul nuovo ambiente scolastico.

"Purtroppo il fatto che le classi siano divise da un pannello e non ci sia il soffitto crea molta confusione e anche agli insegnanti risulta difficile fare lezione", conferma la compagna di classe Aya. Non solo. Classi senza finestre o "finestre che non si aprono – spiegano Anna e Matteo del liceo Minghetti –. Questo però non crea un vero problema perché c’è l’aria condizionata e si sta bene. È solo questione d’abitudine. Il frastuono sovrapposto delle classi invece è un altro discorso". Sono sempre le difficoltà nel sentire i propri insegnanti che, stando anche ad alcuni studenti del Sabin, creano il disagio maggiore. "Riusciamo a sentire le altre classi, ma non il nostro professore – ribadiscono Eugenio e Sofia –. Un altro problema sono i bagni. Ce n’è uno per piano e si crea sempre molta fila perché quelli all’esterno possiamo utilizzarli solo durante l’intervallo e il problema si ripresenta allo stesso modo".

Questione di rodaggio, com’era normale aspettarsi per una struttura unica nel suo genere. "Ci dicono che presto verranno effettuati degli adeguamenti – così Giulia, Matilda e Francesca del Minghetti –. I professori ci hanno assicurato che saranno installati pannelli per assorbire il suono. Fatto questo, pensiamo che il nuovo ambiente non sia poi così male. È tutto molto ben organizzato e risolta la pessima acustica andrà tutto bene". Un problema, una soluzione.

Gli adeguamenti tecnici legati al suono infatti non sono imprevisti stando a Daniele Ruscigno, sindaco di Valsamoggia con delega alla scuola per la Città metropolitana, che spiega: "Ci aspettavamo le problematiche emerse e abbiamo pronte le contromisure. Ci occorreva però una prova pratica – continua Ruscigno –, con gli studenti all’interno, per capire dove e come intervenire. Lunedì stesso abbiamo risolto nel pomeriggio il problema del raffrescamento e sempre da lunedì i nostri tecnici, fianco a fianco ai collaboratori dell’architetto Cucinella, erano in Fiera per la misurazione del rumore. Tant’è che domani (oggi, ndr) saranno montati dei pannelli fonoassorbenti, che conservavamo consapevoli che ci sarebbe stato il rischio di un problema di acustica. Le ultime rifiniture sono previste per il fine settimana", conclude l’assessore della città metropolitana, che in chiusura domanda "comprensione. Si tratta di un grande progetto sperimentale, che necessita solo di piccole rifiniture".