L'Aprila di Marialaura è entrata nel cofano della Ford Sierra
L'Aprila di Marialaura è entrata nel cofano della Ford Sierra

Bologna, 19 aprile 2017 - Sarà una perizia a stabilire l’esatta dinamica del terribile incidente in cui venerdì sera ha perso la vita Marialaura Dibenedetto, 29 anni, originaria di Caltagirone ma da anni residente in città con la famiglia. La conferirà oggi in Procura, alla presenza di tutte le parti, il pm Beatrice Ronchi, titolare dell’inchiesta per omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza che vede indagato Mattia Sammartino, 23 anni di Marzabotto, arrestato (ai domiciliari) dopo lo schianto. Sammartino era alla guida di una Ford Sierra quando ha violentemente tamponato in tangenziale la moto Aprilia della giovane, sbalzata dal mezzo e morta sul colpo. Il 23enne è poi risultato positivo all’alcoltest con un valore di 2,41 grammi su litro, quasi cinque volte oltre il limite legale.

Quello che ancora non era noto e che emerge dal racconto del padre di Marialaura alla polizia stradale Bologna Sud e che, al momento dell’impatto, la moto della figlia era affiancata all’auto su cui viaggiavano i genitori. Li stava insomma sorpassando, mentre entrambi i mezzi viaggiavano verso Casalecchio. All’altezza dell’uscita 12 è piombata sull’Aprilia l’auto di Sammartino.

Marialaura Dibenedetto, 29 anni«Mia figlia si era appena affiancata a noi – ha messo a verbale Antonio Dibenedetto –, quando all’improvviso ho visto quella macchina che me la portava via. Mia figlia è stata sbalzata dalla moto ed è caduta a terra. Noi ci siamo fermati per prestarle soccorso, ma la situazione era disperata. Quella macchina, al momento dello scontro, andava molto forte».

E proprio la velocità sarà un punto cruciale della perizia, che dovrà chiarire anche se la Ford Sierra fosse modificata. Secondo i rilievi della stradale, l’auto viaggiava fra i 160 e i 200 chilometri orari. Un dato è eloquente: la moto è letteralmente ‘entrata’ nel cofano dell’auto, segno che l’impatto è stato devastante. Poi i due mezzi incastrati hanno proseguito per oltre 600 metri, come dimostrano i segni lasciati a terra dalla gomma anteriore e dal telaio dell’Aprilia. La moto è stata trascinata per un tratto lunghissimo.

Per la difesa di Sammartino, invece, la velocità non era elevata. Il ragazzo, davanti al giudice che ha convalidato l’arresto, ha spiegato di essersi trovato davanti all’improvviso la moto che aveva sterzato a sinistra per sorpassare: «Vorrei essere morto io al posto di quella ragazza – ha detto in lacrime Mattia – e vorrei incontrare i suoi familiari per chiedere perdono». Oggi, oltre alla perizia cinematica, verrà dato dal pm anche l’incarico al medico legale per gli esami sul corpo di Marialaura. Solo dopo saranno fissati i funerali.