Umberto Eco, scrittore e papà del Dams
Umberto Eco, scrittore e papà del Dams

Bologna, 8 gennaio 2021 - I libri di Umberto Eco a Bologna, ci siamo. A meno di contrattempi dell’ultimo minuto, arriverà a breve la fumata bianca nella trattativa tra ministero dei Beni Culturali e famiglia Eco su come e dove regalare ai posteri l’imponente e prezioso lascito librario del semiologo, scomparso il 19 febbraio del 2016 all’età di 84 anni. L’accordo dovrebbe infine compiersi nei termini già noti: a Bologna – in un nuovo spazio bliotecario attiguo alla Bub – arriveranno i volumi più moderni, oltre 30mila, assieme a diversi appunti e manoscritti del professore. A Milano invece, alla biblioteca Braidense, verranno alloccati i cosiddetti volumi antichi.

L’accordo tra la famiglia – i figli Carlotta e Stefano, la moglie Renata – e i Beni Culturali dovrebbe essere ratificato dopo alcuni passaggi tecnici mancanti, uno di questi alla Corte dei Conti. Perché, è bene ricordarlo, è il ministero che acquista in toto i libri di Eco: la parte antica destinata a Milano verrà acquistata e poi gestita – di qui il passaggio finale in Corte dei Conti –, la parte più moderna destinata a Bologna verrà invece donata dalla famiglia allo Stato, che a sua volta la trasferirà alla nostra città mediante un accordo da stilare con l’Università.

Soddisfatta Lucia Borgonzoni, senatrice della Lega che per prima, nel settembre del 2018 quando era sottosegretario ai Beni Culturali, si era occupata del trasferimento spingendo con forza per un approdo dei volumi a Bologna. "Manca ancora qualcosa, ma sono contenta che tutta la partita sia in dirittura d’arrivo e che quindi venga rispettata la direzione che avevamo dato oltre due anni fa – sottolinea la senatrice e consigliera comunale –. Che poi si tratta della stessa direzione voluta dalla famiglia. Ho sentito Stefano Eco, ormai siamo in dirittura d’arrivo, la famiglia aveva da sempre l’obiettivo di poter valorizzare il grande lascito librario di Eco all’interno del sistema universitario che tanto gli ha dato nella sua vita, ovvero Bologna. Dovrebbe finire tutto secondo i desideri dei suoi familiari, nella memoria della centralità che hanno avuto Bologna nella vita di Umberto Eco e lo stesso Eco nella storia della nostra città".

Dopo gli ultimi passaggi tecnici, le tempistiche sono in via di definizione, dovrebbe partire il trasferimento fisico dei volumi, con la nostra Alma Mater che farà nascere tra via Zamboni e piazza Puntoni un grande spazio dedicato al semiologo, dal quale dovrebbero nascere seminari, incontri guidati, letture, gruppi di studio. La trattativa per il trasferimento dei libri di Eco tra Milano e Roma, in ballo ormai da quasi tre anni, si era temporaneamente arenata a causa della scelta del ministero dei Beni Culturali (all’epoca il ministro era il grillino Bonisoli) di apporre un vincolo su tutta la collezione. Più precisamente, la Direzione Archivi aveva classificato il tutto come "compendio di interesse storico particolarmente importante".



Di qui la scelta della famiglia di ridiscutere il tutto, con un ricorso presentato davanti al Tar Lombardia, circa un anno e mezzo fa, che aveva più il sapore di un atto dovuto piuttosto che di una mossa litigiosa, visti i buoni rapporti di fondo tra i Beni Culturali e la famiglia Eco. Nell’ultimo periodo infine la trattativa è ripartita, e malgrado le pastoie burocratiche la divisione del patrimonio librario con il beneplacito della famiglia dovrebbe essere ufficiale a breve. Le cifre dell’acquisto della parte antica dei volumi da parte dello Stato non sono mai state ufficialmente rese note (si era parlato di circa 2 milioni di euro, cifra non confermata), ma in ogni caso la famiglia aveva più volte ribadito come non fosse una questione di soldi. Bologna intanto aspetta di accogliere uno dei suoi grandi figli acquisiti, con un vincolo, quello sì inscindibile, di immensa gratitudine per quello che Umberto Eco gli ha lasciato, dagli insegnamenti alla cultura come grande partecipazione critica.