BENEDETTA CUCCI
Cronaca

’Un amore’ sbocciato sotto le Torri. Accorsi: "Qui sempre un’emozione"

L’attore e Micaela Ramazzotti in città per presentare la nuova serie Sky nell’abbraccio del pubblico

’Un amore’ sbocciato sotto le Torri. Accorsi: "Qui sempre un’emozione"

’Un amore’ sbocciato sotto le Torri. Accorsi: "Qui sempre un’emozione"

Per Micaela Ramazzotti Bologna è una città "cool", dove i ragazzi vestono lo "street style" benissimo e dove lei si sente molto bene accolta. Un po’ a casa, ecco. Anche perché in città ha girato ben tre film con Pupi Avati. Per Stefano Accorsi, invece, Bologna è sinonimo di radici, di affetto, anche se "quando vengo qui in teatro sono sempre un po’ teso ed è l’unico posto dove ho avuto un buco di memoria –era il Decamerone– , che poi per fortuna mi è tornata. È che qui c’è un’emozione particolare nel recitare, sei vicino a qualcosa di molto intimo". Insieme, i due attori (Accorsi è anche autore del soggetto con Enrico Audenino) sono giunti sotto le Due Torri nel giorno di San Valentino, per presentare la serie Un amore, dove recitano la parte di Anna e Alessandro, due ex ragazzi che negli anni Novanta hanno condiviso una breve storia amorosa in Spagna e che, prendendo ognuno la propria strada, non si sono però mai abbandonati del tutto, mantenendo un rapporto epistolare. Accorsi e Ramazzotti, nella storia, si rincontrano dopo 20 anni a Bologna (e non può non venire in mente la canzone di Dalla Telefonami tra vent’anni), ma nella vita reale si sono dati appuntamento ieri prima al punto Sky di via Indipendenza, accolti da un centinaio di persone, un bel serpentone sotto al portico. Poi si sono spostati al cinema Modernissimo, dove hanno introdotto le prime due puntate della serie che andranno in onda domani su Sky, per la regia di Francesco Lagi, poi arrivato al cineclub sotterraneo.

Accorsi parla di questo set bolognese di quattro mesi e di Bologna che è "l’altra protagonista della narrazione". E racconta: "Bologna è venuta strada facendo, perché è la città dove i nostri personaggi sono cresciuti e anche se non hanno vissuto la prima parte del loro amore qua, ma in Spagna durante un Interrail, è però il posto dove si incontrano di nuovo". E prosegue: "Lavoriamo su vari piani temporali, noi nel presente, poi due ragazzi che interpretano noi da giovani negli anni Novanta, poi delle voci fuori campo che sono le lettere che questi due ragazzi si scrivono e ancora, ci sono schegge di memoria legate alla città di Bologna che ogni tanto si insinuano… l’idea di essere fatti di tempo è l’idea alla base della serie".

L’attore parla anche delle immagini fornite dalla Cineteca, "una delle eccellenze mondiali non solo del restauro della pellicola ma anche del cinema vivo"; proprio quelle schegge di memoria bolognese, dunque, immagini vintage e anche filmini di famiglia. Ramazzotti parla di Anna, il suo personaggio, sedendosi sul desk del negozio Sky, agile con i sandali platform argento e i jeans denim un po’ wide e blazer verde acqua su camicetta bianca, per vedere meglio in faccia il pubblico accorso. Pubblico foltissimo di certo quello del Modernissimo, in serata, dove il cast è stato accolto fra gli applausi. Presenti anche il produttore Riccardo Tozzi di Cattleya, Nils Hartmann di Sky, il regista Lagi, Audenino – applauditissimo – Fabio Abagnato della Film Commission, Elena Di Gioia e il direttore della Cineteca Gianluca Farinelli (che può festeggiare anche il secondo mese consecutivo in cui il Modernissimo è stato la prima monosala in Italia per spettatori). "Quello che ci ha proposto Stefano era diabolicamente difficile– ha spiegato Tozzi – ma eccoci qua a Bologna. È una serie televisiva ma è fatta come un film e sfidiamo questo schermo bellissimo". "Volevamo raccontare l’amore – ha aggiunto Accorsi – l’amore imperfetto, che forse è quello vero".