Castenaso senza confini con il progetto Vesta che costruisce comunità inclusive e offre la possibilità a famiglie e singoli cittadini di attivarsi in prima persona per integrare i minori stranieri non accompagnati e i neomaggiorenni. Ideato e sviluppato dalla cooperativa Cidas, il progetto mette al servizio dei cittadini, che scelgono di mettersi in gioco e prendere parte in prima persona al sistema nazionale di accoglienza, uno staff di professionisti, formato da operatori sociali, psicologi,...

Castenaso senza confini con il progetto Vesta che costruisce comunità inclusive e offre la possibilità a famiglie e singoli cittadini di attivarsi in prima persona per integrare i minori stranieri non accompagnati e i neomaggiorenni. Ideato e sviluppato dalla cooperativa Cidas, il progetto mette al servizio dei cittadini, che scelgono di mettersi in gioco e prendere parte in prima persona al sistema nazionale di accoglienza, uno staff di professionisti, formato da operatori sociali, psicologi, consulenti legali, mediatori linguistici e culturali con un’esperienza pluriennale nel campo dell’accoglienza e dell’integrazione.

Questo progetto, che ora include Castenaso, è partito a Bologna e ha l’obiettivo di espandersi in altri comuni dell’area metropolitana. "Il Comune ha aderito al progetto e intende farlo conoscere ai suoi cittadini in un Meet che si terrà mercoledì alle 18.30 sul sito del Comune – commenta Lauriana Sapienza, assessore al Welfare di comunità di Castenaso (nella foto con il marito e due rifugiati) –. Si tratta di una nuova idea di cultura sociale, dove ciascuno di noi può partecipare in maniera attiva e innovativa. Chi è che include? Chi è che integra? Sono gli altri o siamo noi? Ciascuno di noi, infatti, può includere chi prima viene chiamato straniero, poi non più. Perché ha un nome, un cognome, una storia da raccontare, un vissuto che porta ricchezza, un pensiero che si mescola al nostro, una vita condivisa". Lo stesso assessore Sapienza contribuisce, da una decina d’anni, con la sua famiglia all’accoglienza di rifugiati. L’importanza di questo progetto viene sottolineata anche da Marco Lombardo, assessore alle Politiche per l’immigrazione di Bologna: "L’accoglienza di queste persone, che non sono numeri, è molto più di una buona pratica. Non si tratta solo di flussi migratori, ma di difficili storie personali, di vite e legami spezzati".

Attraverso il portale www.progettovesta.com si possono scegliere percorsi diversi, in base al tempo e alla disponibilità che i cittadini mettono a disposizione. Ci si candida in modo semplice e sempre accessibile, scegliendo il percorso più adatto tra: accoglienza in famiglia, affiancamento familiare, tutela volontaria e affido. A chi si candida Vesta offre vicinanza, supporto qualificato e monitoraggio costante per vivere in serenità questa importante esperienza. Vesta vuole essere anche un’ulteriore opportunità di accoglienza per le istituzioni territoriali, che possono così promuovere buone pratiche di integrazione fra i cittadini.

Zoe Pederzini