"Lunedì il professor Antonio Pesenti, mio omologo lombardo e caro amico, mi ha telefonato: abbiamo finito le macchine, stiamo ventilando i pazienti a mano. Bisognava fare qualcosa". Inizia così il racconto del professor Marco Ranieri, coordinatore della task force regionale per la gestione delle insufficienze respiratorie acute nata per l’emergenza Covid e responsabile della Terapia intensiva polivalente del Sant’Orsola. "Tutta la notte, io a Bologna e lui a Milano, abbiamo analizzato la letteratura, studiato i casi, messo insieme i pezzi. E ci siamo detti: perché non usare un ventilatore per due malati?". Detto fatto: la mattina dopo hanno coinvolto Stefano Bellarmi dell’azienda biomedicale Intersurgical Spa di Mirandola (Modena), per creare un ventilatore a circuito doppio, che connettesse cioè due pazienti allo stesso macchinario. "Stamattina (ieri, ndr) era pronto – rivela il medico –: funziona. Ne abbiamo ordinati 100 per Bologna, ma speriamo non servano mai, o significherebbe che la situazione è precipitata e il Sant’Orsola è diventato Fort Alamo. Invece in questa guerra ce la stiamo giocando bene: possiamo vincerla".

Riferisce la vicenda il commissario ad acta Sergio Venturi e si congratula per l’impresa ("macché impresa – si schermisce Ranieri –, solo dovere") anche il governatore Stefano Bonaccini: "Notizia straordinaria, che dice tanto della nostra terra. I primi di questi strumenti saranno inviati nelle province dove la situazione è più critica".

f. o.