"Una ballata per la mia città". Paolo Mengoli canta per Bologna

La canzone, appena uscita, è un piccolo ’quadro quotidiano’ in cui tutti possono riconoscersi. E non manca il rito del Carlino.

"Una ballata per la mia città". Paolo Mengoli canta per Bologna

"Una ballata per la mia città". Paolo Mengoli canta per Bologna

È la Bologna della vita quotidiana, quella delle strade, degli edifici, delle istituzioni che ogni giorno si intrecciano con il nostro sguardo e con il nostro cammino. È la città degli affetti e delle radici, quella raccontata da Paolo Mengoli, che qui è nato e qui vive, nella sua ultima canzone. ‘Bologna è casa mia’, appena uscita, è un diario ricco di piccole emozioni e una dichiarazione d’amore nella quale un posto d’onore è riservato anche al Resto del Carlino.

Mengoli, da quale suggestione nasce l’idea di scrivere una canzone su Bologna?

"Era da tempo che desideravo lavorare su una ballata che attualizzasse i contenuti di quel capolavoro senza tempo che è Bela Bulagna, che fosse in sintonia con la Bologna di oggi. Sino a quando ho ricevuto, da un signore che non conoscevo, Maurizio Montanari, alcune linee di testo che la raccontavano perfettamente. Abbiamo deciso di lavorare insieme, di rielaborare le parole, ho scritto la musica e finalmente il brano è uscito".

Insomma, Bologna ha adesso l’inno musicale che le mancava.

"Ci sono tante canzoni che parlano di Bologna, certo, ma io volevo creare un piccolo quadro, una storia nella quale tutti, senza distinzione, bolognesi di nascita come me, e di adozione, come la grande maggioranza dei nuovi cittadini, potesse riconoscersi, rispecchiandosi in quello che vedono durante il giorno".

Quali immagini ha tradotto in musica?

"Bologna è talmente ricca di suggestioni culturali e sociali tra le quali scegliere. Ma ci sono dei simboli, che non sono solo architettonici, penso ai portici, che ho portato nella canzone. Quelle volte che accolgono, riparano ma favoriscono anche l’incontro, la conoscenza tra le persone sono forse la migliore rappresentazione di Bologna".

Una menzione particolare, nel testo, per alcuni grandi protagonisti del passato.

"Bologna è anche, e per me soprattutto ‘Il Bologna’, la fede calcistica consolida le amicizie, il senso della comunità. Pascutti, Bulgarelli, Dall’Ara, Bernardini, sono la storia del nostro calcio, le loro gesta, come dico nella canzone, ‘ci fanno ‘urlar come bambini’, e ne abbiamo sempre più bisogno".

E poi c’è Il Resto del Carlino. "Per noi musicisti che suonavamo nelle orchestre nei tanti dancing della città, era un rito quello di incontrarci, finito il lavoro, vicino alle edicole notturne per acquistare Stadio e Il Resto del Carlino e terminare la giornata al bar, mentre, intorno a noi, la città si risvegliava".

pier.pa.