Una poesia al telefono per battere il covid
Una poesia al telefono per battere il covid
di Pierfrancesco Pacoda Il rapper Frankie hi-nrg mc ne ha esaltato, in una delle sue canzoni più celebri, il ‘potere’, Nanni Moretti in Palombella rossa ne sottolineava l’ ‘importanza’ Nei giorni difficili del lockdown e del forzato isolamento, la ‘parola’ è diventata una sorta di ultima spiaggia delle relazioni, strumento semplice, efficace, il cui uso sociale tendiamo, per la complessità dei tempi che viviamo, a smarrire. Per riscoprirne la necessità, l’associazione bolognese Apun, presieduta dalla psicanalista Beatrice Balsamo, autrice del recente libro, Nella bellezza. Quando la parola manca (Mursia), ha ideato il Telefono Poetico e Narrativo, un servizio gratuito, accessibile a tutti, in orari prestabiliti, dal 15...

di Pierfrancesco Pacoda

Il rapper Frankie hi-nrg mc ne ha esaltato, in una delle sue canzoni più celebri, il ‘potere’, Nanni Moretti in Palombella rossa ne sottolineava l’ ‘importanza’ Nei giorni difficili del lockdown e del forzato isolamento, la ‘parola’ è diventata una sorta di ultima spiaggia delle relazioni, strumento semplice, efficace, il cui uso sociale tendiamo, per la complessità dei tempi che viviamo, a smarrire.

Per riscoprirne la necessità, l’associazione bolognese Apun, presieduta dalla psicanalista Beatrice Balsamo, autrice del recente libro, Nella bellezza. Quando la parola manca (Mursia), ha ideato il Telefono Poetico e Narrativo, un servizio gratuito, accessibile a tutti, in orari prestabiliti, dal 15 aprile al 30 giugno.

Da quale bisogno nasce il vostro Telefono?

"È il frutto del lavoro di osservatori ‘partecipati’ che noi psicanalisti conduciamo senza sosta dall’inizio della pandemia. Siamo di fronte a uno smarrimento che è figlio della fine della comunicazione come la intendevamo poco più di un anno fa. Quello era un altro mondo. Adesso dobbiamo quotidianamente fare i conti con la perdita del concetto di ‘socialità’. Non sappiamo quando situazione cambierà, ma le derive le percepiamo ogni giorno. E una delle più angoscianti riguarda proprio l’aver dimenticato il senso stesso della parola. Ecco, il nostro telefono vuole tornare a porla al centro del vissuto, a valorizzarne la necessità per arginare l’orrore del virus".

A chi è rivolto il vostro servizio?

"A tutti, a chi vive sulla propria pelle l’occlusione della normalità comunicativa, una deviazione che spesso genera una verbalità violenta, aggressiva, senza controllo. E ai giovani, che faticano a elaborare un lutto, che non è necessariamente quello della scomparsa di una persona cara, ma della perdita di una prospettiva. Loro, che sono cresciuti nella normalità dello stare insieme, della condivisione dei sentimenti, delle azioni, faticano a adattarsi a una realtà prima impensabile. E rivelano una fragilità alla quale non erano preparati".

Chi sono le persone che risponderanno alle chiamate al vostro Telefono?

"SI tratta di giovani psicologi, di studiosi di lettere e di filosofia, che noi di Apun abbiamo formato per metterli in condizione di non essere solo narratori, ma interlocutori, una voce capace di spezzare l’isolamento proprio facendo ricorso al potere salvifico della parola".

E cosa ascolteranno le persone che telefoneranno?

"Abbiamo fatto una scelta di poesie di autori molto diversi tra loro: da Attilio Bertolucci a Eugenio Montale, sino a Giorgio Caproni e Rainer Maria Rilke. E poi piccoli racconti di Elena Ferrante, Karen Blixen e altri. Quello che accomuna questi testi è la loro capacità terapeutica, il loro riuscire a diventare pretesto per un dialogo con il nostro interlocutore".

Interlocutore che quindi non si limiterà al solo ascolto?

"Assolutamente. L’interazione, nel nostro lavoro, è essenziale. Per superare il disorientamento non basta ascoltare parole gentili, come sono quelle che proporremo, ma bisogna interagire, stimolare le capacità della mente atrofizzate dalla solitudine. Così le letture diventeranno un pretesto per fare del nostro interlocutore un ‘creatore’. Chiederemo che sia lui a essere poeta, a completare la scrittura che abbiamo declamato, inventando strofe, frasi, che lo aiutino a ritrovare la fiducia nel proprio io. A ‘inventare’ parole capaci di fluidificare quei canali di comunicazione spazzati via dal lockdown".

Info: gli orari del Telefono Poetico e Narrativo sono martedì 10-12 al 331 7884813, mercoledì 16-18 al 377 1631770, giovedì 10-12 al 345 8717609, domenica 16-18 al 366 3361487.