È ripartito ieri – in presenza – da Bologna, prima di proseguire in altre 72 città italiane, il progetto ’Una vita da social’, la campagna educativa itinerante realizzata dalla polizia di Stato a bordo dell’apposito truck, nell’ambito di iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli che Internet comporta per i minori. Un progetto portato avanti con il Ministero dell’Istruzione che nel truck della polizia permetterà al personale delle forze dell’ordine di "parlare ai ragazzi col loro stesso linguaggio e sensibilizzarli all’uso consapevole dei social network – così il commissario della polizia postale Fabrizio Cavani –. Questa è una generazione di nativi digitali e quindi l’uso di Internet è in simbiosi con i ragazzi. I social sono utili, ma nascondono anche insidie che i ragazzi non sempre riconoscono. Il nostro intento è di rassicurarli e renderli consapevoli dei potenziali pericoli". Sul truck della polizia è stata svolta una presentazione che riassume i casi più frequenti di insidie della rete come sexting, cyberbullismo, furto di dati personali. "Oggi (ieri, ndr) abbiamo incontrato nel corso dell’appuntamento quattro classi da circa 30 alunni l’una, del liceo classico Minghetti", riassume in chiusura il commissario Cavani.