Bologna, 11 settembre 2018 – Erano ragazzi, arrivati da tutta Italia per studiare all’università più antica del mondo. Medicina, Lettere, Ingegneria o magari Legge: il futuro in mano. A vent’anni però, lasciarono i libri per andare a combattere, e a morire, nel vortice della Grande Guerra.

Ma a cento anni di distanza, l’Alma Mater ha deciso di conferire a quei ragazzi perduti la Laurea ad honorem. Dopo l’appello lanciato la scorsa estate, infatti hanno risposto quattordici discendenti dei 47 caduti presenti negli archivi dell’ateneo: a loro il 31 ottobre, nell’Aula magna della Biblioteca universitaria di via Zamboni 35, il rettore Francesco Ubertini consegnerà le pergamente con il titolo di studio dei loro parenti scomparsi in guerra.

I loro nomi meritano di essere ricordati ancora: Bernicetti Francesco (iscritto a Giurisprudenza), Cambiucci Mario (Psicologia), Corticelli Cassiano (Scienze matematiche), Fiaccadori Ermes (Scienze matematiche), Giorgetti Pasquale (Pedagogia), Levi Silvio (Ingegneria), Lorenzini Alfredo (Pedagogia), Magnavacca Andrea Florindo Francesco (Farmacia), Serrazanetti Luigi (Agraria), Silvestri Mario (Scienze matematiche), Stromei Vittorio (Medicina), Ungarelli Ottavio (Medicina), Vezzosi Giuseppe (Chimica), Zanotti Irzio (Ingegneria).