di Paolo Rosato Pressing di Enrico Letta per l’unità del partito, anche a Bologna. E quindi pressing sul nome unitario che un accordo tra varie frange del Pd ha decretato come il più robusto in campo, quello di Matteo Lepore. Il concetto è passato ieri durante un summit tra il segretario nazionale dem e i leader di Sinistra Italiana e dei Verdi. E nell’analisi degli scenari nelle varie città che andranno al voto in autunno, il passaggio su Bologna è stato chiaro: sotto le Torri sta "emergendo", riporta l’agenzia Ansa, la figura di Matteo Lepore. Insomma, l’indicazione del nome potrebbe non essere casuale, pur...

di Paolo Rosato

Pressing di Enrico Letta per l’unità del partito, anche a Bologna. E quindi pressing sul nome unitario che un accordo tra varie frange del Pd ha decretato come il più robusto in campo, quello di Matteo Lepore. Il concetto è passato ieri durante un summit tra il segretario nazionale dem e i leader di Sinistra Italiana e dei Verdi. E nell’analisi degli scenari nelle varie città che andranno al voto in autunno, il passaggio su Bologna è stato chiaro: sotto le Torri sta "emergendo", riporta l’agenzia Ansa, la figura di Matteo Lepore. Insomma, l’indicazione del nome potrebbe non essere casuale, pur considerando che per Letta le primarie sono uno strumento assolutamente percorribile. Ma le tenaglie della pandemia stringono, e i rischi connessi a una corsa ai gazebo in un momento come questo (pur con la garanzia di un sistema misto onlinein presenza) potrebbero orientare il Nazareno a spingere uno po’ ovunque per un accordo unitario. Dopo Pasqua si saprà.

Intanto l’assessore Alberto Aitini, lo sfidante in campo per le primarie, tira dritto, forte del risultato delle consultazioni interne e di un altro bel pezzo di partito. Parlando con ’ETv’, Aitini ha rilanciato la sua corsa. "Spero ci sia questa opportunità – ha detto parlando proprio delle primarie –, dovremo decidere negli organismi dirigenti del Pd subito dopo Pasqua qual è il percorso definitivo. Oggi "sembra quasi un reato chiedere le primarie, mentre prima sembrava che tutti le volessero fare – ha ironizzato l’assessore –. Ok una data di inizio estate e bene il mix tra consultazione online e nei gazebo". Nel primo caso però "garantendo privacy e certezza del voto", nel secondo invece rigorosamente "all’aperto, con attenzione alle regole anti-Covid". Aitini ha anche dato una nuova stilettata all’avversario Matteo Lepore. "Sono lo sfidante perché i caminetti del Pd e qualche potere forte della città ha deciso che Lepore sarà il candidato sindaco del centrosinistra. Il Pd – ha ricordato Aitini – ha discusso per molti mesi e all’interno della base e degli organismi dirigenti sono risultato il candidato con più preferenze. Non ho mai sentito vicino l’establishment Pd. E’ un dato di fatto, bisogna prenderne atto, quello che chiedo è che la segreteria e il gruppo dirigente accompagni al percorso delle primarie senza prendere posizione". Infine la ’punturina’ anche alla sinistra ("Ha paura della Sicurezza?"), oltre al ritorno sul dibattito legato ai soldi destinati allo nuovo stadio, 40 milioni di euro del Comune, che Aitini metterebbe sul welfare vista la crisi pandemica. "Mettere quei soldi sullo stadio è davvero una priorità? Vorrei che ne discutessimo liberamente". Col sindaco Virginio Merola "va tutto bene, lavoriamo fianco a fianco ogni giorno: siamo tutti impegnati h24 nell’emergenza – ha rimarcato Aitini, era stato proprio Merola ha criticare la proposta di spostare quei soldi dopo la decisione della giunta –. Mi sento un po’ come lui 10 anni fa, questa volta lui ha deciso di sostenere Lepore, ma io mi sono candidato da persona libera nel rispetto di quello che abbiamo fatto insieme in questi tre anni".