Alberto Savi (foto d'archivio PasqualeBove)
Alberto Savi (foto d'archivio PasqualeBove)

Bologna, 3 gennaio 2020 - Alberto Savi, il più giovane dei tre fratelli della banda della Uno Bianca (gli altri sono Roberto e Fabio), che tra il 1987 e l'autunno del 1994 fece 24 morti e oltre 100 feriti, durante le vacanze natalizie ha usufruito di un permesso premio, potendo trascorrere qualche giorno a casa con i familiari.  L'ex poliziotto killer, che sta scontando l'ergastolo, è già rientrato nel carcere di Padova dove lavora con una cooperativa, come ha confermato la sua legale, avvocata Anna Maria Marin.

Non è la prima che Alberto Savi usufruisce di un beneficio, era già successo nell'aprile del 2018, quando aveva ottenuto tre giorni e mezzo di permesso per le feste, con la possibilità di uscire a pranzo il giorno di Pasqua, e ancor prima nel 2017, quando gli erano state concesse 12 ore da trascorrere in una comunità protetta.

Ogni volta si sono levate le polemiche dei familiari delle vittime, contrari a qualsiasi tipo di beneficio per i membri della banda, che proprio domani si vedranno a Bologna per la cerimonia commemorativa del 29esimo anniversario dell'eccidio del Pilastro, quartiere dove vennero uccisi tre carabinieri.

Circa un mese fa, invece, il magistrato di sorveglianza ha rigettato la richiesta di Fabio Savi, detenuto nel carcere milanese di Bollate, di poter lavorare all'interno dell'istituto penitenziario.