Bologna, 12 gennaio 2021 - L’intercettazione tra il padre di Simonetta Bersani (la superteste che accusò i Santagata della strage del Pilastro, ndr ) e un amico, presto potrebbe portare all’apertura di un nuovo fascicolo sui misteri legati alla Uno Bianca. Una verità "ancora monca", continuano a gridare i familiari dei tre carabinieri uccisi dai Savi il 4 gennaio 1991 (Otello Stefanini, Mauro Mitilini e Andrea Moneta) che hanno annunciato presto un esposto. I 15’ e 35’’ di telefonata, il cui sonoro è stato pubblicato dal Carlino alcuni giorni fa, ora è stato acquisito dai carabinieri e finito in un’informativa già trasmessa all’autorità giudiziaria.

Il documento. L’audio e l’integrale trascrizione del Ctu, relativi al procedimento penale 396/92 nei confronti di ’Barbara Marchesi +2’ (per i falsi), sono stati acquisiti sabato, su richiesta dell’Arma, dal nostro giornale. Estate 1992, è il 28 agosto quando Marino Bersani contatta Enzo, "amico – dirà poi il primo in aula – carabiniere in pensione". Bersani lo informa che la figlia Simonetta "ha lasciato quel matto", che continuava a minacciarla per aver accusato i Santagata (l’ex fidanzato era amico di Peter, ndr ). Al ritorno a Bologna, i Bersani vivevano in via Casini al Pilastro, Simonetta era molto preoccupata, finita sulla bocca di tutti per quelle bordate che portarono agli arresti dei pilastrini. " Ha fatto una settimana di crisi, non mangiava... – dirà Marino –, poi s’è rifatta un po’... ". Proprio " dopo essere arrivata a casa" , qualcuno avrebbe fatto pressioni su di lei. Bersani: " Gli sono saltati addosso subito tutto... i capi là e sono poi venuti qui, se la sono portata fuori, tutte le sere la portano fuori e poi gli han spiegato... adesso lei il suo problema è che il 18 va a processo, capito, allora lei aveva già... aveva già drizzato le orecchie. E poi l’altra sera la sono venuti a prendere i capi, poi le han spiegato tutto e... ". Il quasi monologo prosegue: " Hanno detto che ci pensano loro, dicono noi ti prendiamo un grande avvocato e non ti preoccupare e poi noi siamo tutti con te, la cosa durerà, dice, un quarto, venti minuti ". Non è finita: " Noi ti salviamo, siamo tutti con te...noi il C... il C.N.N ..".

Tre giorni dopo. All’improvviso, al citare quelle sigle, si sente un "piano", pronunciato da una voce femminile, con tutta probabilità la moglie di Bersani che lavava i piatti vicino a lui. Per quale motivo bisognava fare "piano"? E poi chi erano i "capi" che avrebbero tranquillizzato Simonetta? E quel "C" e "CNN"? Il 31 agosto 1992, tre giorni dopo, Simonetta Bersani tirò in ballo ufficialmente, davanti ai magistrati, i fratelli Peter e William Santagata, poi arrestati, processati e, dopo la cattura dei Savi, assolti: "Tra Peter e i carabinieri – disse l’allora minorenne – vidi delle fiammate. L’individuo più a destra rispetto a me era William". Dichiarazioni che arrivarono alla sesta ’chiacchierata’ con Digos e pm, tra sit e interrogatori perché il 19 giugno ’92 finì indagata per falso. E in seguito, con i Santagata scagionati, per calunnia ma il processo finì prescritto.

Non agli atti. Quell’intercettazione del 28 agosto 1992 però, da quanto si apprende, non finì mai nel processo cosiddetto ’Pilastro 1’, quello contro Peter e William Santagata, Massimiliano Motta e Marco Medda (presidente dell’Assise Sergio Cornia). Bensì solo nel 1996, dopo il deposito della trascrizione (è del 28 maggio la comunicazione del Ctu) del pm Valter Giovannini, nel processo contro i fratelli Savi, Marino Occhipinti e Pietro Gugliotta (presidente della Corte Libero Mancuso). Durante il dibattimento, il 24 ottobre 1996 fu sentito Marino Bersani anche sul contenuto dell’intercettazione di quattro anni prima. Ma il teste non chiarì nulla nonostante le tante domande del giudice e dell’avvocato Alessandro Gamberini (per la famiglia Mitilini). Le risposte di Bersani, morto qualche tempo fa, su "capi" e "C e CNN" furono tutte uguali: "Non ricordo, non saprei". La moglie, mai sentita sulla telefonata, alcuni giorni fa al Carlino ha spiegato "di non volerne sapere nulla".