Ustica, 43 anni dalla strage Inchiesta verso l’archiviazione

Per l’indagine sulla strage di Ustica costata la vita a 81 persone, aperta contro ignoti in Procura a Roma, si va verso la richiesta d’archiviazione. Un procedimento con cui per anni si è cercato di arrivare alla verità su quanto accaduto il 27 giugno del 1980, 43 anni fa esatti, sul Dc9 Itavia in volo da Bologna a Palermo. Oggi in città si ricorderà la strage con varie iniziative, tra cui l’incontro tra il sindaco Lepore e i parenti delle vittime. Per la Procura romana, la strage fu conseguenza di uno "scenario di guerra" tra caccia militari, ma è impossibile definire ufficialmente la "paternità del traffico aereo". Le perizie hanno stabilito che il Dc9 sia stato abbattuto dall’onda d’urto di un missile esploso vicino alla fusoliera; versione da sempre contestata da Carlo Giovanardi, ex ministro per i Rapporti con il Parlamento dal 2001 al 2006: "Chirac e Clinton negarono al nostro presidente del Consiglio ogni coinvolgimento. È stato accertato tecnicamente che il Dc9 è stato abbattuto da una bomba nella toilette di bordo".

La Procura di Roma riaprì le indagini nel giugno del 2008 dopo aver convocato e sentito come testimoni il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga e Giuliano Amato, ai tempi sottosegretario alla presidenza del Consiglio. L’iniziativa fece seguito alle dichiarazioni di Cossiga secondo il quale ad abbattere il DC 9 sarebbe stato un missile "a risonanza" lanciato da un aereo della Marina francese.