Un’immagine tratta dal videogioco, realizzato in collaborazione con l’associazione delle vittime
Un’immagine tratta dal videogioco, realizzato in collaborazione con l’associazione delle vittime

Bologna, 20 dicembre 2015 - Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara. Prendi il detto giapponese, applicalo alla storia, ed ecco l’idea: un videogioco sulla strage di Ustica. Di tipo particolare però, un gioco per la memoria che «appartiene alla categoria ‘serious game’ – spiega Ivan Venturi, direttore e ideatore del Progetto Ustica –, pensato per essere diffuso gratuitamente, su piattaforme digitali come Steam e Apple Store, nel maggior numero di copie possibile».

«Faccio videogiochi da trent’anni – spiega Venturi - e, avendo a che fare spesso con persone giovani, mi sono reso conto che moltissimi non sanno cos’è successo la notte del 27 giugno 1980». Così è nata l’idea di usare il linguaggio videoludico, estremamente potente, e i preziosi consigli dell’associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica.

«Fare memoria è un nostro impegno da sempre – ha detto il presidente dell’associazione Daria Bonfietti – e non potevamo che accogliere con favore il nuovo linguaggio proposto da Ivan per far sapere ai più giovani che in uno Stato di diritto un aereo civile è stato abbattuto in tempo di pace e che ancora non si conoscono i responsabili».

Al momento del videogioco esiste solo un prototipo che per essere completato ha bisogno di fondi. Cento giorni per raggiungere i 10mila euro del progetto grazie a una campagna di crowdfunding appena partita su www.produzionidalbasso.com. Ma come si gioca a Progetto Ustica? Lo spiega lo sceneggiatore Mauro Salvador: «Si tratta di un gioco di esplorazione della durata di dieci minuti circa. Abbiamo raccolto il materiale conservato all’Istituto Parri e selezionato gli elementi utili per costruire il nostro scenario. Partendo dai punti fermi, dalle certezze che abbiamo come l’esplosione di un missile militare in prossimità del DC9 Itavia, completiamo la realtà con le ipotesi meno improbabili. Il giocatore entra nell’aereo, vede le persone, trova oggetti e rivive quei momenti con la possibilità di accedere, ad ogni partita, da punti di vista diversi».

Un videogame della memoria dunque che, per dirla con le parole di Carlo Lucarelli che con Bottega Finzioni partecipa al progetto, «racconta l’Italia che era e che è oggi, l’ispessimento di un muro di gomma ma anche la tenacia che ha permesso di penetrarlo».