Bologna, 12 ottobre 2018 - Tenere il proprio figlio in casa o mandarlo a scuola ma con il rischio di farlo ammalare? È questa la scelta di fronte alla quale si trovano molti genitori. Ci sono bambini che a causa di patologie e disabilità non possono essere vaccinati. Per chi è sano basta un’autocertificazione da parte dei genitori o una ‘promessa’ di effettuare le vaccinazioni previste.

Alessandra (nome di fantasia), 29 anni, ogni giorno combatte a fianco di suo figlio di appena tre anni, disabile e immunodepresso. «Le persone dovrebbero capire che tipo di vita fanno questi bambini – racconta la ragazza bolognese –: si ammalano molto facilmente e la loro vita è limitata in tutto. Per esempio, non possono andare in chiesa o al supermercato, o in qualsiasi altro luogo pubblico non protetto». Anche per questo Alessandra non ha potuto mandare suo figlio al nido e non vedeva l’ora di mandarlo alla scuola dell’infanzia. Ma è venuta a sapere dopo l’iscrizione che nella struttura ci sono alcuni bambini non vaccinati e adesso vive dentro a un incubo: nessuno può salvaguardare la salute di suo figlio. «Andare a scuola è un diritto per tutti così come lo è il diritto alla salute, in questo modo però non c’è inclusione sociale – si sfoga –. Con il Milleproroghe si sono aperti varchi nel regolamento e basta dire di avere un appuntamento per il vaccino o fare un’autocertificazione per potere iscrivere i figli all’asilo o a scuola anche se non vaccinati. Per mio figlio è un diritto potere andare a scuola da tutelato, senza la paura quotidiana di prendere il morbillo e rischiare di morire. Per via della sua condizione, è stato fino a oggi recluso in casa».

Il Comune ha deciso di applicare alla lettera la legge che impone l’obbligo vaccinale

E allora «portarlo a scuola significa correre il rischio ogni giorno che, per colpa delle scelte di altre persone, lui contragga malattie che possono essere addirittura fatali. Si parla tanto dei diritti dei più fragili e poi si permette che si verifichino queste situazioni ingiuste. Mio figlio dovrebbe essere protetto almeno dalla legge». Secondo l’Ageop, l’associazione che assiste le famiglie dei bambini malati di cancro, sono un migliaio i bambini nelle condizioni del figlio di Alessandra che gravitano solo intorno all’ospedale Sant’Orsola. Troppi e troppo indifesi, da non lasciare soli. Davvero.

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