Bologna, 18 febbraio 2021 - Scendono in campo i medici di base. Pronti a somministrare nei propri ambulatori il vaccino anti-Covid AstraZeneca ai loro pazienti, a cominciare da quelli con disabilità e ai dipendenti della scuola o dell’università. Lo stabilisce l’accordo approvato da Regione e medici di famiglia, per avviare la nuova fase della campagna. Come prima cosa, è stato individuato il target: come anticipato, si tratta dei dipendenti della scuola e dell’università.

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La novità invece riguarda chi ha disabilità. Anche in questo caso la priorità viene data ai disabili presenti in strutture residenziali (circa 3mila), poi a quelle nei centri diurni (4mila) e a quelle in carico ai servizi (13mila): saranno le Ausl a organizzare direttamente le vaccinazioni. Le restanti persone con disabilità verranno individuate insieme alle associazioni che le rappresentano e invitate a rivolgersi ai medici di medicina generale o ai servizi delle Ausl. Sempre lunedì si parte anche con il personale scolastico che potrà prenotare attraverso il medico di base.

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In frigo, ora la Regione ha 60mila dosi; entro fine marzo ne attende altre 30mila. Così, ciascun medico di base (a Bologna sono 560, in tutta la regione oltre tremila) avrà a disposizione in media 2,7 flaconi da dieci dosi a testa. E potrà vaccinare 27 persone. È una stima: le liste precise saranno fornite direttamente dalle Ausl. Quando toccò ai test sierologici, emerse che in media ciascun medico seguiva tra le 22 e le 25 persone attive nel mondo della scuola, ma il dato potrebbe essere modificato, dato che basterà un’autocertificazione per inserirsi nella lista.

Secondo il direttore dell’Usr Stefano Versari, il personale scolastico destinatario della campagna (paritarie comprese, università esclusa) conta 79.900 persone – senza distinzione tra under e over 55 – e le prenotazioni si apriranno già da questo lunedì. Giorno in cui, anticipa il presidente della Fimmg Maurizio Camanzi, "l’Ausl di Bologna provvederà a fornire i flaconi di vaccino ai medici di base, che dovranno andarli a ritirare, siringhe comprese, nelle farmacie indicate". Con qualche attenzione: "Bisogna oliare la macchina delle prenotazioni e il sistema di registrazione dell’avvenuta vaccinazione, per non incorrere in intoppi –, prosegue Camanzi –. E tutto ovviamente dipende dal numero di vaccini che arriveranno". I medici potranno vaccinare i loro pazienti destinatari della campagna grazie alle più agevoli condizioni di conservazione dell’AstraZeneca rispetto agli altri vaccini ora disponibili.

Ma qualche punto di domanda resta: in primis il fatto che le 90mila dosi destinate all’Emilia-Romagna entro marzo (e, si ricorda, un terzo non è ancora arrivato) saranno tutte prime vaccinazioni. Il richiamo va fatto dopo 12 settimane. Dunque, basta un ritardo o una variazione alle consegne, quando sarà il momento, per fare vacillare tutto il sistema. Continuano infine le vaccinazioni a sanitari e grandi anziani: ieri in città si è arrivati a 39.952 prime dosi e 30.189 richiami. Vaccinati 1.302 over 85; altri 29.683 hanno fissato l’appuntamento.