NICOLETTA
Cronaca

Valorizzare i vecchi cinema

La Regione Emilia-Romagna sostiene la riapertura di teatri e cinema chiusi con un nuovo provvedimento legislativo. Burocrazia potrebbe rallentare i lavori.

Barberini Mengoli

Da sempre si sono considerati i cinema e i teatri luoghi non solo di cultura, ma anche di aggregazione e di condivisione di interessi. Quante volte è capitato di vedere che piccoli paesi, specie in meridione, avevano come unico luogo di ritrovo cittadino il cinema? Domenica 9 giugno, su Qn - il Resto del Carlino, ho letto un articolo riguardo ai teatri e cinema chiusi da diversi anni per varie ragioni.

Il nostro efficiente assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, Mauro Felicori, sul cui forte impegno nessuno può dire nulla se si ricorda quello che fece per la Reggia di Caserta, ha affermato che "la Regione ha deciso di sostenere i soggetti pubblici e privati che vogliano investire nella riapertura di sale con un progetto di legge che è stato approvato all’unanimità in assemblea legislativa. Il nuovo provvedimento integrerà due leggi regionali, quella del 1999 sullo spettacolo dal vivo e quella del 2014 sul cinema: la Regione concorrerà alle spese correnti per riaprire teatri storici e cinema chiusi…".

Credo che questa sia un’ottima occasione per fare respirare nuovamente questi luoghi che custodiscono tanti vecchi ricordi. Vedi la riapertura del cinema Modernissimo, che rappresenta un successo grandioso. Il problema che insorgerà senz’altro, dopo che si saranno trovati i fondi, sarà quello della burocrazia che allungherà in maniera estenuante l’esecuzione delle nuove ristrutturazioni.

Spesso quando vi è la buona volontà del privato e quello della Regione, in questo caso nella persona dell’assessore Felicori, le carte, i permessi e quanto altro, intervengono a rallentare i lavori. Ormai di queste cose ne sappiamo qualcosa noi cittadini che, vediamo iniziare i lavori, poi interrompersi, poi riprendere e così via. I nostri caratteristici ‘umarelles’ sono i testimoni autentici di queste storie cittadine, che dovrebbero essere raccontate da loro stessi e messi a verbale….. Si fa per dire!