Sergio Venturi, assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna (FotoSchicchi)
Sergio Venturi, assessore alla Sanità dell'Emilia Romagna (FotoSchicchi)

Bologna, 30 marzo 2019 - Non è più solo conoscitivo il fascicolo aperto dalla Procura sulla radiazione dell’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi dall’Ordine dei medici di Bologna. L’inchiesta del procuratore capo Giuseppe Amato e del pm Flavio Lazzarini, infatti, ha subito una forte accelerazione e 9 medici sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio.

Si tratta dei membri della commissione disciplinare che, il 30 novembre, ha sancito la radiazione di Venturi dall’Ordine a causa delll’ormai famosa delibera della Giunta regionale che consentiva la presenza a bordo delle ambulanze dei soli infermieri specializzati, senza medici. 

I carabinieri in questi giorni stanno convocando in caserma i medici per identificarli formalmente, un atto a cui seguirà, nelle prossime settimane, l’interrogatorio degli stessi camici bianchi. Gli indagati sono appunto i commissari che hanno votato a favore della radiazione, mentre i due che hanno votato contro non sono stati iscritti. Così come non è indagato il presidente dell’Ordine Giancarlo Pizza, visto che era assente il giorno della commissione disciplinare. Pizza, infatti, pur protagonista nelle settimane precedenti di un duro scontro pubblico con Venturi sulla delibera delle ambulanze, non ritenne di presenziare alla votazione. E così ora è rimasto fuori dall’inchiesta. 

L'inchiesta

Ma perché  i medici sono finiti sotto accusa? I magistrati, dopo aver acquisito i documenti e studiato le carte, sono giunti alla conclusione che la radiazione non si poteva fare. Venturi, infatti, è un medico, ma quella decisione la prese come assessore alla Sanità, quindi in veste di politico. Non solo. La delibera che fissava le linee guida fu un atto collegiale della Giunta, non del singolo assessore. Quindi per la Procura la commissione non poteva procedere nei confronti di Venturi, perché il giudizio riguardava appunto non il medico ma il politico. C’era un problema di significativa incompetenza. O, ancora peggio, di assoluta incapacità di procedere nei confronti dell’assessore Venturi, che ha dunque subito un danno ingiusto. Una posizione molto simile alla linea di difesa dello stesso Venturi, che fin da subito annunciò ricorso alla commissione disciplinare centrale di Roma. Peraltro la Regione ha già presentato ricorso alla Corte costituzionale. 

Venturi: "Emergerà la verità"
"Non voglio commentare un’indagine in corso – dice Venturi –. Posso solo ribadire ciò che ho già detto: la mia radiazione dall’Ordine dei medici è stata decretata sulla base di un atto della Giunta regionale e della mia attività in quanto assessore, senza che nulla c’entrasse il fatto che sono un medico. Una chiara invasione di campo per ragioni, ne resto convinto, strumentali, visto l’attivismo del presidente dell’Ordine di Bologna che più volte e in maniera chiara si è contrapposto alla Regione per le sue politiche, a partire dall’obbligo vaccinale che per primi abbiamo introdotto in Emilia-Romagna a tutela della salute pubblica. La verità dei fatti emergerà per quella che è". 
"Seguiremo con attenzione gli sviluppi dell’indagine – aggiunge il sio legale, Vittorio Manes –, riservandoci di esercitare ogni facoltà che la legge riconosce, a fronte di un abuso d’ufficio, alla vittima". 

L'Ordine dei Medici: "Agito secondo le regole"

L'indagine "nulla aggiunge o toglie alla convinzione dei commissari tutti d'aver agito secondo le regole previste dalle disposizioni legislative vigenti e nella piena consapevolezza che qualunque decisione, come qualunque azione - deontologica o giudiziale - possa e debba essere verificata nelle varie forme e nei vari gradi di giudizio ammessi dall'ordinamento". Così recita una nota dell'Ordine dei medici, chirurghi e odontoiatri di Bologna. 

La radiazione per Venturi era stata decisa per una delibera che aveva consentito la presenza a bordo delle ambulanze dei soli infermieri specializzati, senza medici. "In tale convinzione quest'Ordine - prosegue - ha cercato di prestare la propria piena collaborazione istituzionale all'Autorità inquirente in ogni occasione in cui gli sono stati richiesti elementi conoscitivi e del pari in tale consapevolezza ci si attende che ogni dubbio - anche il più spiacevole - possa essere fugato con il concorso di tutte le Autorità investite dei casi e delle vicende prodottesi, continuando in ogni caso ad esercitare con serenità e convinzione quei compiti e quelle funzioni istituzionali conferite sia dal legislativo che dal deontologico, con alcuna presunzione di infallibilità".

L'operato della commissione, ricorda infatti l'ordine, è già stato "sottoposto al controllo di varie autorità giudiziarie: dalla commissione esercenti le professioni sanitarie, alla Corte di Cassazione, alla Corte Costituzionale. Iniziative alle quali si è aggiunta, da ultimo, una ulteriore verifica in sede inquirente che ci si augura promossa al fine di escludere la ricorrenza di rilievi penali nei conflitti di attribuzione già lamentati dalla Regione e dall'iscritto, dottor Venturi".