La protesta dei genitori per il divieto dei peluche
La protesta dei genitori per il divieto dei peluche

Bologna, 25 marzo 2015 - “Da qualche giorno, i bambini della scuola dell’infanzia Arcoguidi Pace di Bologna non possono più portare i loro pupazzi di peluche nel dormitorio durante l’ora del riposo pomeridiano” per via di “una delle precauzioni che l’Ausl ha diramato” per “contrastare l’infestazione da ossiuri (più comunemente noti come vermi intestinali) che si è diffusa da settimane in quasi tutte le scuole d’infanzia, primarie e asili nido del quartiere Saragozza”.

Inizia così la lettera-comunicato diffusa oggi agli organi di informazione da “rappresentanti e alcuni genitori della sezione gialla della scuola d’infanzia Arcoguidi Pace” (così si firmano). E l’Ausl conferma che: sì, in alcune scuole ci sono casi di ossiuri e che sono state prese delle contromisure relative anche ai giochi (non solo ai peluche) e in generale agli oggetti che i bambini si portano da casa per il momento del riposo pomeridiano. I genitori ricordano che “questi parassiti sono specifici dell’uomo, si diffondono molto facilmente per via orofecale e provocano conseguenze che vanno dal prurito all’inappetenza, fino -nei casi più gravi e rari- alle appendiciti e alle salpingiti”. E per arginare il problema l’Ausl avrebbe raccomandato il lavaggio continuo delle mani, la sterilizzazione quotidiana della biancheria e altre cose. Ma sono “indicazioni arrivate tardi, in modo frammentario ed evidentemente di poca efficacia. Ma soprattutto la verifica della diffusione dell’infestazione è stata lasciata alla buona volontà dei singoli genitori”, si legge nella lettera agli organi di informazione; in pratica, si teme che tanti non sappiano di avere a che fare col ‘problema’.

Fatto sta che, scrivono ancora i genitori, “i bambini sono pieni di parassiti (nella nostra classe, due su tre tra quelli che hanno effettuato il test), hanno le mani rovinate dal sapone, genitori ridotti a protesi della lavatrice. E niente peluche. Ma il problema non è solo questo, ovviamente”. I parassiti “hanno cominciato a infestare anche i fratelli minori dei bambini” ed è un problema in quanto “i neonati non possono essere trattati con i farmaci, e a lungo termine gli ossiuri hanno effetti dannosi, soprattutto per i soggetti più deboli”. Secondo le famiglie, pero’, stante questa situazione, l’Ausl “non ritiene di avere dati a sufficienza per prescrivere alle scuole nè trattamenti di sanificazione degli ambienti nè terapie farmacologiche. Intanto, i parassiti si riproducono, i bambini guariti vengono di nuovo contagiati da quelli che si sono nel frattempo infestati”. Per cui all’Ausl e alle scuole si chiede di cambiare passo con “risposte coordinate ed efficaci”possibilmente più utili del bandire i peluche)”.

Il che vorrebbe dire: uno “svermi-day entro mercoledì 1 aprile: trattamento farmacologico indicato in tutte la scuole del quartiere, prima delle vacanze pasquali, a tutti i bambini e ai loro famigliari che non l’hanno ancora effettuato, ovviamente con la prescrizione e il controllo dei pediatri e dei medici di famiglia” e la cosa si ripete di prassi dopo due settimane. E poi servono la sanificazione degli ambienti tra il 2 e il 7 aprile approfittando delle vacanze pasquali e un controllo nelle scuole sull’andamento dell’infestazione. I genitori che vogliono aderire a queste richieste sono invitati a cliccare ‘mi piace’ sulla pagina Facebook ‘Peluche Contro i Vermi’ e a segnalare la cosa all’Ausl per mail.

 

LA NOTA DELL'AUSL

"Quanto segnalato da alcuni genitori della scuola Arcoguidi Pace di Bologna è già all’attenzione dell’Azienda Usl di Bologna, a partire dalle comunicazioni ricevute dai Pediatri di Libera Scelta dallo scorso 26 gennaio in poi.

Gli operatori del Dipartimento delle Cure Primarie e del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda Usl di Bologna hanno fornito tempestivamente, già il 29 gennaio, attraverso una lettera inviata alle famiglie, al personale scolastico e ai pediatri di libera scelta, le indicazioni di prevenzione e profilassi appropriate. Successivamente, nel mese di febbraio, hanno incontrato genitori e personale scolastico.  Una accurata igiene personale, con particolare attenzione per il lavaggio delle mani e delle parti intime, e la pulizia regolare degli ambienti di vita dei bambini, a scuola come a casa, dei loro abiti, della biancheria da letto e da bagno e degli oggetti da loro comunemente utilizzati, sono le fondamentali norme di prevenzione.

 Il trattamento farmacologico, che può essere prescritto dal Pediatra o dal Medico di Medicina Generale, è efficace per la scomparsa dell’infezione, ma non è appropriato a scopo preventivo. La terapia farmacologica consiste nella assunzione di una singola dose di farmaco per via orale, da ripetere dopo due settimane, ed è raccomandata anche ai familiari e ai conviventi.

Le infezioni da ossiuri, più frequentemente riscontrabili nei bambini sino a 14 anni, sono estremamente comuni, ma non pericolose per la salute e si risolvono con una semplice terapia farmacologica e il rispetto delle comuni norme igieniche. Nel corso del 2015, a Bologna, i casi accertati di ossiuriasi sono, a tutt’oggi, 46 (3 dei quali riguardanti adulti). La trasmissione avviene per via oro-fecale. Le uova sono trasportate alla bocca attraverso le mani sporche o, più raramente, attraverso oggetti contaminati, come ad esempio i giocattoli".