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16 apr 2022

Via Crucis a Bologna, inno alla pace contro la guerra in Ucraina

L’arcivescovo Zuppi guida la salita all’Osservanza insieme ai fedeli ucraini e al loro parroco Mykhaylo Boiko: "Il male finirà, solo l’amore vince sempre"

massimo selleri
Cronaca
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La Via Crucis lungo l'Osservanza a Bologna (foto Schicchi)

Bologna, 16 aprile 2022 - Per tutta la giornata del Venerdì Santo le chiese non suonano le campane. È uno dei segni con cui vengono commemorate la morte e la passione di Gesù. Le tappe di questo calvario vengono rivissute nella Via Crucis (foto) che, per tradizione, vede l’arcivescovo salire al Colle dell’Osservanza. Quest’anno le meditazioni che accompagnano queste 14 tappe sono state affidate ai fedeli ucraini, che a Bologna formano una significativa comunità e al loro parroco, don Mykhaylo Boiko. Parole che chiedono la pace e non la vendetta e che spesso risultano disarmanti pur essendo state ragionate da chi all’improvviso si è ritrovato in guerra.

Via Crucis a Bologna, le foto
Via Crucis a Bologna, le foto

"Solo perdonando i miei nemici – si legge nel pensiero che accompagna la nona stazione – nonostante tutto il dolore nel mio cuore, posso alzarmi e camminare. Il male prima o poi finirà perché tutto ha un limite. Solo l’amore non ha confini e per questo vince sempre".

Le meditazioni sono accompagnate da fotografie che parlano con il loro silenzio. Anziani che si disperano davanti alle morti dei giovani, padri che devono seppellire i loro figli, un pugno allo stomaco per chi è abituato a seguire la guerra e immaginarla come un rapporto di forza che troverà un equilibrio.

"Tutte le guerre ci riguardano – a parlare è il cardinale Matteo Zuppi – nessuna esclusa e le foto che abbiamo visto sono la via dolorosa di tanti. Impensabili e terribili, ma ci fanno capire quanto sia la sofferenza nel vedere chi si dispera per i morti. Nella via dolorosa dobbiamo scegliere perché il male si combatte solo con la forza dell’amore, quell’amore che non si accontenta e che non si volta dall’altra parte davanti a soffre. Non è un esercizio di perfezionamento individuale, ma è la luce che portiamo quando tendiamo una mano. Ecco perché chiediamo con insistenza la pace e una tregua per Pasqua, per iniziare a deporre le armi. Chiediamo al Signore di essere artigiani del bene per non credere all’inganno del male".

Nel pomeriggio Zuppi aveva celebrato l’adorazione della Croce, un altro rito del Venerdì Santo, e anche lì aveva sottolineato come l’uomo deve imparare ad amare se stesso: "A cosa serve produrre armi, quando le armi stesse sono uno strumento per farci del male. È una complicità che dobbiamo rompere".

 

 

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