Operazione trasferimento a Villa Teresa, la casa di riposo di Sasso Marconi dove nelle ultime settimane si sono verificati almeno 23 decessi, di cui otto da Coronavirus. Una situazione di emergenza che ha coinvolto ospiti e personale sanitario così da indurre l’Azienda Usl ad affiancare i gestori per mettere a punto e applicare un piano di intervento che nei giorni scorsi ha visto la somministrazione di tamponi e screening sierologici a tutti gli ospiti e al personale sanitario della struttura. Alcuni operatori sono risultati positivi e sono stati immediatamente sospesi dal servizio, altri si trovavano già in...

Operazione trasferimento a Villa Teresa, la casa di riposo di Sasso Marconi dove nelle ultime settimane si sono verificati almeno 23 decessi, di cui otto da Coronavirus. Una situazione di emergenza che ha coinvolto ospiti e personale sanitario così da indurre l’Azienda Usl ad affiancare i gestori per mettere a punto e applicare un piano di intervento che nei giorni scorsi ha visto la somministrazione di tamponi e screening sierologici a tutti gli ospiti e al personale sanitario della struttura. Alcuni operatori sono risultati positivi e sono stati immediatamente sospesi dal servizio, altri si trovavano già in malattia. Sulla settantina di ospiti attuali una trentina di tamponi hanno dato esito positivo e questo dato ha convinto le autorità sanitarie a dare il via al trasferimento dei contagiati in altre strutture, e questo per consentire una riorganizzazione interna e soprattutto una sanificazione degli spazi. Come spiega l’Ausl in una nota, "in accordo con il gestore di Villa Teresa, dieci ospiti positivi al Covid-19 sono stati trasferiti", a scopo precauzionale, "al Maggiore (5), al Bellaria (2) e al Sant’Orsola (3)". Si tratta di pazienti sintomatici, "le cui condizioni non sono tuttavia preoccupanti".

"Da stamattina sono iniziate le procedure per trasferire in altre strutture i pazienti infetti – dice il sindaco di Sasso Roberto Parmeggiani –. Sarà così possibile operare una sanificazione radicale della struttura prima di tutto per preservare la salute degli altri ospiti. Si tratta di una struttura privata che si muove secondo le indicazioni condivise dal gestore con il Direttore sanitario per il monitoraggio della situazione clinica e la collaborazione con geriatra, infettivologo, medico di Igiene Pubblica e infermiere per il controllo qualità, i quali hanno permesso di riorganizzare la struttura sotto più fronti, garantendo la massima tutela possibile agli ospiti". Qualche famiglia intanto ha ritenuto di riportare a casa i suoi congiunti, non senza notare gli effetti di una carenza di cure dovute alla drastica riduzione del personale, decimato dalle quarantene e dal contagio. In condizioni normali la Villa in stile alpino con vista sulla Rupe di Sasso e fiancheggiata dal Reno può arrivare ad ospitare un centinaio di anziani, accuditi da una cinquantina di operatori. Secondo fonti interne oggi il direttore sanitario e il direttore amministrativo potrebbero contare solo su una decina di Oss e infermieri che, seppur stiano coprendo con dedizione tutti i turni, non possono reggere a lungo. Da qui l’appello a Prefettura e Protezione Civile per trovare personale, anche volontario. L’operazione trasferimento (una parte anche verso l’ospedale di Castiglione) viene valutata prima di tutto sulla base delle condizioni dei contagiati, e consentirà anche di alleggerire il carico di lavoro sul personale. Il piano prevede lo sgombero e la disinfezione degli spazi comuni, come il ‘giardino d’inverno’ e la cappella, dove gli anziani hanno continuato a stazionare insieme fino all’evidenza del contagio in atto, alle febbri, ai decessi al di sopra della mortalità ordinaria.