Bologna, 3 marzo 2021 - L’ordinanza dovrebbe arrivare già in giornata, con le misure in vigore da domani e fino al 21 marzo. Bologna torna ‘la Rossa’ e ripiomba nell’incubo del primo lockdown, dopo il nuovo record di contagi registrato negli ultimi giorni e un indice Rt che non lascia respiro a nessuno. Se a livello nazionale la soglia critica scatta con 250 casi ogni 100mila abitanti, Bologna ha sforato il tetto con 313, mentre Imola arriva addirittura a 505: numeri che parlano chiaro e che hanno spinto la conferenza territoriale socio sanitaria di ieri verso una decisione drastica, con i grandi centri – con contagi numerosi – che hanno invocato a gran voce la zona rossa e i piccoli centri, con un Rt più contenuto, che hanno provato a ottenere restrizioni meno pesanti. Alla fine, l’ordinanza arriverà sulla scia del nuovo Dpcm, nella speranza di riuscire a piegare una curva che in questa terza ondata appare ancora più tremenda. La discussione continua a basarsi però su un aspetto fondamentale, come ribadisce il sindaco Virginio Merola: "L’appello che facciamo è che le persone escano di casa solo per recarsi al lavoro, per necessità e per motivi di salute, e che...

Bologna, 3 marzo 2021 - L’ordinanza dovrebbe arrivare già in giornata, con le misure in vigore da domani e fino al 21 marzo. Bologna torna ‘la Rossa’ e ripiomba nell’incubo del primo lockdown, dopo il nuovo record di contagi registrato negli ultimi giorni e un indice Rt che non lascia respiro a nessuno. Se a livello nazionale la soglia critica scatta con 250 casi ogni 100mila abitanti, Bologna ha sforato il tetto con 313, mentre Imola arriva addirittura a 505: numeri che parlano chiaro e che hanno spinto la conferenza territoriale socio sanitaria di ieri verso una decisione drastica, con i grandi centri – con contagi numerosi – che hanno invocato a gran voce la zona rossa e i piccoli centri, con un Rt più contenuto, che hanno provato a ottenere restrizioni meno pesanti.

Alla fine, l’ordinanza arriverà sulla scia del nuovo Dpcm, nella speranza di riuscire a piegare una curva che in questa terza ondata appare ancora più tremenda. La discussione continua a basarsi però su un aspetto fondamentale, come ribadisce il sindaco Virginio Merola: "L’appello che facciamo è che le persone escano di casa solo per recarsi al lavoro, per necessità e per motivi di salute, e che siano rispettate le norme sanitarie individuali". A Bologna e Imola, così come bar e ristoranti, resteranno quindi chiusi i negozi, fatta eccezione per quelli essenziali come farmacie, edicole, tabacchi e ferramenta, mentre verranno limitati gli spostamenti all’interno del proprio Comune solo per salute, lavoro e necessità. Un pugno duro che spera di far vedere in fretta dei risultati, con un’azione più efficace di quella della zona arancione scuro.
 

Aperte farmacie, edicole, alimentari e altre attività considerate essenziali

La principale e sostanziale differenza con la zona arancione scuro è la chiusura dei negozi. Restano quindi aperti soltanto farmacie, para farmacie, tabacchi, edicole, negozi di alimentari, ferramenta e lavanderie.  Ma anche benzinai ed esercizi di commercio 
al dettaglio di articoli igenico-sanitario.  Si abbassa, invece, la saracinesca per tutte quelle attività considerate non essenziali, come ad esempio negozi di abbigliamento e scarpe. 

Saracinesche abbassate per barbieri e parrucchieri. Stop anche ai centri estetici

Erano rimasti aperti in zona arancione, ed erano stati ’graziati’ anche in zona arancione scuro, sebbene con lo spostamento tra Comuni vietato, non era possibile raggiungere un salone fuori dal proprio Comune. Ma in zona rossa dovrebbe arrivare lo stop alle attività inerenti ai servizi per la persona, come i saloni di barbieri e parrucchieri. Stop anche ai centri estetici. Restano chiusi teatri, cinema e musei (come, del resto, già previsto nella zona arancione scura).

Non si va nelle seconde case. Sì al rientro al domicilio abituale

In zona rossa è vietato spostarsi verso le seconde case (le cosiddette abitazioni non principali), perché non rientra nei soli motivi autorizzati di lavoro, salute e urgenza. Questo è consentito infatti soltanto nelle zone gialle o arancioni e soltanto in abitazioni disabitate con il proprio nucleo familiare, non con amici o parenti. Si può, invece, sempre rientrare nella propria residenza, domicilio o abitazione.

Bar e ristoranti restano chiusi. Consentiti solo asporto e delivery

Restano in vigore le stesse indicazioni valide per la zona arancione e la zona arancione scuro: attività chiuse, concessi soltanto l’asporto e le consegne a domicilio. In tutte le zone (prevede il Dpcm) è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto. Ai bar e ai ristoranti, infatti, è permesso restare aperti durante il giorno e a pranzo, soltanto in zona gialla e fino alle 18.

Spostamenti: vietato uscire dal proprio comune. Niente visite a parenti e amici

Nelle zone rosse non è possibile muoversi all’interno del proprio Comune, salvo comprovate necessità di salute o lavoro. Vietati anche gli spostamenti trta Comuni limitrofi (così come in zona arancione scuro). Non è più consentito spostarsi per far visita a parenti o amici (e non è prevista alcuna deroga come previsto nel famoso Dpcm di Natale). Nel nuovo provvedimento del governo viene prolungato anche il veto alla possibilità di muoversi tra regioni diverse.

La decisione di chiudere i cancelli dei giardini pubblici rimane nelle mani dei sindaci

Non è ancora chiaro se saranno chiusi i cancelli dei parchi cittadini, ma dato il divieto di uscire di casa salvo per necessità urgenti, diventa fisiologico il ragionamento di non potersi recare nelle aree verdi. Se la zona rossa prevede l’impossibilità di muoversi (e quindi di recarsi nei parchi), resta aperta la possibilità per i sindaci di ‘stringere’ ulteriormente, prevedendo chiusure ad hoc. Alcuni primi cittadini, del resto, hanno già reso inaccessibili le aree gioco, dove c’è il rischio di assembramenti di bambini e genitori.

Attività motoria intorno a casa. Sospese partite e competizioni

L’attività motoria attorno a casa resta possibile, ma sempre nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con la mascherina. Per quanto riguarda lo sport, il sindaco Merola aveva già firmato un’ordinanza che stoppava attività sportive e motorie in impianti pubblici e privati anche all’aperto, con limiti anche all’attività agonistica (salvo deroghe ad hoc). Sono sospesi invece gli eventi sportivi e le competizioni organizzate.

Tutti a casa negli asili nido e alle materne. Lezioni in Dad nelle scuole di ogni ordine e grado

Sulla base delle attuali considerazioni del Cts, in zona rossa restano chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado. In questo caso, niente lezioni in presenza neanche per i Servizi educativi 0-3 anni e per le Scuole dell’Infanzia che, invece, erano previste in zona arancione e zona arancione scura. Insomma, didattica a distanza al 100 per cento anche all’Università (che era già previsto in zona arancione scura).