Il sindaco Virginio Merola con il cardinale Matteo Zuppi (FotoSchicchi)
Il sindaco Virginio Merola con il cardinale Matteo Zuppi (FotoSchicchi)

Bologna, 13 ottobre 2019 - Un principe servo di tutti. Con questo contrasto Papa Francesco ha indicato ai nuovi cardinali quale sia il senso della loro creazione e del loro mandato. Oggi la città di Bologna ha festeggiato il fatto che tra i tredici scelti ci fosse anche il suo arcivescovo Matteo Zuppi. Ad accoglierlo nella Basilica di San Petronio (foto) c’è il sindaco Virginio Merola che simpaticamente gli ha chiesto, almeno ogni tanto, di disobbedire.

«Lascia qualcosa di laico da fare anche a me – ha spiegato l’inquilino di Palazzo d’Accursio – in una città che ha la parola Libertas nel suo stemma. Quando don Matteo è arrivato a Bologna, ha parlato subito di accoglienza. Oggi dobbiamo trovare le ragioni per realizzarla e per combattere lo sfruttamento, la violenza, il razzismo e l’antisemitismo. Lo dobbiamo fare senza ipocrisie e, quindi, in modo eminente».

 «Aiutatemi a costruire strutture di compassione – chiede l’arcivescovo ai presenti – avere compassione significa stare sempre dalla parte di chi soffre. In una città come la nostra dobbiamo costruire portici di accoglienza per essere sempre più vicini, perché la chiesa ha questa funzione nella città degli uomini».

Una città che risulta premiata per il suo umanesimo. «E’ per me una gioia essere qui con voi ed è giusto condividerla, perché da sola la gioia non serve a nulla. L’unico modo per sentirla è quello di rendere partecipi gli altri. Solo se la si dona la si riceve e solo se la si perde per gli altri la si ritrova moltiplicata». Parecchie le autorità presenti, dal presidente della Regione Stefano Bonaccini al prefetto Patrizia Impresa, passando per il presidente della Corte d’appello Giuseppe Colonna.