Chiara Vecchi
Chiara Vecchi

Bologna, 5 febbraio 2021 - A New York tutto può cambiare. Ma anche in piccolo comune come Monteveglio, da cui sognaremondi lontani, sfogliando le pagine dei libri. E succede che personaggi scaturiti dalla fantasia siano diventati i protagonisti del volume, da pochi giorni in libreria, di Chiara Vecchi . Ha solo 12 anni la giovanissima autrice, che quando ha iniziato a scrivere queste pagine (Gruppo Albatros Il Filo, per la collana Nuove Voci Strade) ne aveva addirittura dieci. La storia ’di amore e di amicizia’– che ha una prefazione di Barbara Alberti – racconta della giovane scrittrice Julia, una ragazza solitaria che uscirà dal suo guscio grazie a un incontro speciale. "Mi piaceva dare il messaggio – spiega – che per superare un passato difficile non devi rifiutare l’aiuto degli altri e aprirti al mondo".
Chiara, un libro a un’eta record...
"Prima è nata la passione per la lettura, con libri classici come Piccole Donne , Il Giardino Segreto , Canto di Natale... poi ho voluto crearne uno io. Sono un po’ timida, non parlo molto e mi esprimo attraverso la scrittura".
E così è iniziata la stesura.
"Ho iniziato a scrivere i primi capitoli, che ho fatto leggere a mia mamma. Poi però ho lasciato tutto un po’ in stand-by, fino al lockdown, quando abbiamo trovato un concorso lanciato dalla casa editrice. Che alla fine lo ha pubblicato".
Chissà che sorpresa.
"Non me l’aspettavo proprio, ero incredula e un po’ agitata. Ma anche eccitatissima".
Perché New York, una città così lontana dal tuo mondo?
"Non ho mai desiderato vivere in una grande città e non sono mai stata a New York, ma l’ho vista in tanti film, mi interessava".
I personaggi sono più grandi della tua età, come ti sei confrontata con la storia?
"Guardare film e leggere mi ha aiutato molto, ma in generale credo di avere una grande immaginazione. Ogni personaggio ha qualcosa di me: nella protagonista, ad esempio, mi ritrovo per la timidezza".
Quando scrivi?
"In vacanza, soprattutto il mattino è un momento creativo. Ma anche la sera, per concludere bene la giornata. Quando ero più piccola scrivevo fiabe e lo sto facendo ancora".
Frequenti le medie: com’è la scuola durante la pandemia?
"La scrittura mi ha aiutato a superare il lockdown: è una dimensione che mi rilassa, che mi fa sentire al sicuro".
Da grande vorrai fare questo lavoro?
"Sì o l’insegnante. Mi piacciono molto i bambini e ho fatto volontariato nella biblioteca di Monteveglio, leggendo favole ai più piccoli".