Bologna, 21 ottobre 2017 - Una nuova scintillante casa al servizio dell'intera filiera della moda, con radici che affondano nella tradizione e la barra dritta sulla quarta rivoluzione industriale. Si chiama "Fashion Research Italy" l'ultimo lampo di genio di Alberto Masotti, realizzato dall'ex patron del noto marchio La Perla, attraverso l'omonima fondazione no-profit, perché diventi un polo di eccellenza di respiro internazionale nei campi della formazione, della ricerca e dell'archivistica di settore.

L'obiettivo, dunque, è donare nuova linfa a un comparto nevralgico del nostro tessuto imprenditoriale, negli spazi di via del Fonditore che un tempo ospitavano il famoso brand tessile bolognese, sapientemente riqualificati e messi a disposizione degli addetti ai lavori di domani, in sinergia con Alma Mater, Regione e Comune. Nei 7mila metri quadrati di aule, archivi e sale espositive inaugurati ufficialmente questa mattina, tra vetrate panoramiche e gioielli di arte contemporanea, si adagerà, infatti, il meglio dello sfaccettato universo del fashion, fra i luoghi di studio degli iscritti ai master universitari ideati ad hoc e un archivio di disegni e volumi fra i più profondi del suo genere, senza dimenticare il Punto Innovazione, dedicato alle Pmi e allo loro strategie di rilancio.

A testimoniare l'inizio di questo percorso e il suo ruolo di tramite fra passato e futuro, ha poi pensato, al termine di una kermesse inaugurale alla quale sono intervenuti il rettore di Unibo, Francesco Ubertini, il governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e il sindaco di Bologna, Virginio Merola, la mostra “Out of Archi-ves”, allestita dagli studenti della prima edizione del master in Design & Technology for Fashion Communication.

Accanto all'esposizione, inoltre, hanno fatto bella mostra di sé anche la rivoluzionaria passerella multimediale, capace di ospitare sfilate virtuali a basso costo economico e ambientale e, vero cuore pulsante della fondazione, l'installazione “Icona di donna”, costituita da 21mila Led e 5mila candide sfere e immaginata come tributo alle maestranze femminili che hanno fatto grande la manifattura tessile bolognese.