Bologna, 2 aprile 2018 - Di lei ha già parlato molto in “102 chili sull’anima” narrando quella che definì una “muta”, ovvero il dimezzamento del suo peso da 102 a 60 chili. E forse proprio da quell’esperienza che alimentò anche il blog aperto nel 2005, Panzallaria, Francesca Sanzo, bolognese, 44 anni, ha acquisito una tale dimestichezza con la dimensione dell’autobiografia da aver deciso di insegnare ad altri come si fa. “Narrarsi online: come fare personal storytelling (manuale di comunicazione digitale)” è seguito ora da “Tu sei la tua storia” che arriva in libreria sempre per i tipi della Giraldi Editore. E la presentazione avverrà il 10 aprile alle 18 alla Feltrinelli di Piazza Ravegnana con un mini laboratorio aperto a tutti quanti vorranno prendere confidenza con questa forma narrativa che ha le sue regole e i suoi canoni, nonostante oggi tra storie di Instagram, selfie e post su Facebook tutti si sentono autorizzati a narrare di sé, spiattellando segreti e mostrando al mondo il volto che preferiscono esibire. Ma anche il racconto di sé deve avere una trama, costruire personaggi oltre al proprio ego di narratore in prima persona. Poi deve possedere i tempi narrativi giusti, trovare il tono che meglio inquadra il genere di vita che si vuole portare alla conoscenza altrui. Insomma, non basta riversare sulla pagina il flusso della propria coscienza. Scrive l’autrice sul suo sito: «L’idea di scrivere un libro su questo tema mi è venuta dopo aver constatato quanto materiale, testi, spunti, esercizi, stavo raccogliendo durante i corsi e workshop di scrittura autobiografica e a marzo dell’anno scorso ho pensato che tutto questo avrebbe potuto diventare una piccola guida per chi vuole recuperare la scrittura di sé come opportunità creativa; mi sembrava anche il libro ideale per chi frequenta i miei corsi e ha desiderio di approfondire». Il risultato è un testo di 250 pagine con interviste, esercizi, casi di studio personali e aziendali che durante l’oretta d’incontro dal vivo daranno vita a un paio di simulazioni (una dedicata alla memoria autobiografica, una alla scrittura per il web). Perché anche scrivere di sé è un’arte e Francesca prova a insegnarla.