Aeroporto di Bologna, stop ai voli di notte? La Regione chiede tempo

L’assessore ai Trasporti Corsini: “Da rimodulare 4-5 voli merci. Non si può decidere in 24 ore, ci sono 400 posti di lavoro in ballo”

Bologna, 5 giugno 2023 – “Una soluzione, sono sicuro, si troverà. Ma non in 24 ore, serve un po’ più di tempo". Mostra ottimismo Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo e ai Trasporti, sul ‘caso’ aeroporto Marconi. E preconizza un compromesso tra le parti che possa, da una parte, salvaguardare il riposo dei cittadini del Navile, esasperati dai voli notturni, dall’altra non ‘sacrificare’ tanti posti di lavoro con la chiusura totale del Marconi tra le 11 di sera e le 6 del mattino come chiesto dal sindaco Matteo Lepore a Enac e Enav.

Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo e ai Trasporti
Andrea Corsini, assessore regionale al Turismo e ai Trasporti

Assessore, giovedì c’è un tavolo con il ministero dei Trasporti, che cosa prevede?

"Siamo nelle condizioni di trovare una soluzione. Ma non domani, subito. Ci vorrà qualche settimana di tempo. Come Regione abbiamo sentito i vari interlocutori e credo che si possa ‘lavorare’ su 4-5 voli cargo (che trasportano merci, ndr ) della notte che atterrano solo sulla città, non a Bargellino dove l’impatto è minore".

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L’interlocuzione tra Palazzo d’Accursio, ministero, Enac e Enav porterà a questo?

"Ciò che conta è non pregiudicare i contratti in essere con gli operatori del cargo. Si deve lavorare rimodulando gli orari così da tenere insieme sia la necessità degli operatori e la legittima necessità di sviluppo dello scalo, sia quella degli abitanti del Navile".

Togliere o rimodulare i 4-5 voli cargo non rischia di far decollare verso altri aeroporti le compagnie?

"È quello che va evitato: ci sono 400 posti di lavoro in ballo, parliamo di facchini, corrieri, addetti della logistica. E poi non dimentichiamo che se le compagnie ci lasciano, non migrano verso Forlì o Parma o Rimini, ma vanno a Milano o Bergamo. Non possiamo permetterlo. Per questo ci vorranno alcune settimane affinché le compagnie dei cargo si organizzino".

Il viceministro dei Trasporti Galeazzo Bignami insiste: “Vanno salvati i posti di lavoro”.

"Su questo siamo d’accordo. Anche perché ci sono aziende, penso a Dhl, che sul Marconi ha investito 30 milioni di euro. Quindi è chiaro che contratti del genere vadano preservati. Ma mi pare di capire, sia dal presidente di Assoaeroporti sia dal Comune di Bologna, che ci sia la stessa volontà di arrivare a un accordo. Certo, 24 ore non bastano o ci rimettono i lavoratori. L’importante è che giovedì al Mit il Marconi, Enac e Enav facciano una proposta che tenga insieme tutte le esigenze".

In questa partita qual è il ruolo della Regione?

"In vista del summit al ministero, dopo il tavolo tecnico tra aeroporto Enav e Enac, faremo un passaggio politico tra le istituzioni. La Regione è socia di minoranza dell’aeroporto e abbiamo scritto il piano regionale dei trasporti che riguarda i quattro aeroporti dell’Emilia-Romagna. Bologna è lo scalo più importante e internazionale. Ci sono investimenti in essere che vanno accelerati".

Il Covid li ha fermati…

"Sì. Per questo credo sia un problema che gli scali siano stati esclusi dai fondi del Pnrr. In ogni caso, il Marconi ha avviato un piano industriale che può superare le criticità visto che prevede più parcheggi, più spazi e più servizi".

Come giudica la mossa a sorpresa del sindaco Lepore sui voli notturni?

"Si è mosso bene, ha cercato di dare una scossa a una situazione su cui si tendeva a spostare la palla un po’ troppo avanti".

Il fatto che il Marconi sia quotato in Borsa non può essere penalizzato da questa mossa?

"Ma no. L’obiettivo è provocare una reazione per poi trovare una soluzione".

Non c’è il rischio che l’aeroporto finisca ostaggio della battaglia politica?

"A me interessa poco. Servono soluzioni. Certo, Bignami è viceministro ed è di Fratelli d’Italia. Lepore è sindaco ed è del Pd, il mio stesso partito. Ma credo che in questi casi l’appartenenza politica vada messa in un angolo per trovare un compromesso che giovi allo scalo e ai cittadini".

La battaglia politica, però, è entrata a gamba tesa anche nella scelta del commissario per la ricostruzione post alluvione...

"Non voglio parlare dei nomi che circolano. Dico solo che il buonsenso avrebbe già dovuto portare a scegliere Stefano Bonaccini. Se l’interesse del governo è fare l’interesse dei cittadini, proceda con la nomina del presidente dell’Emilia-Romagna".

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