Bologna, 4 ottobre 2016 - Il selfie sulle scarpe. Mancava. «Lavoro artigianale, unico. Il ritratto ricamato sulla tomaia delle calzature. In settimana consegnerò il primo modello. Chi è il cliente? Gianluca Vacchi. Per lui è un regalo».Andrea Padovan, 37 anni, sarto, è partito da un negozio a San Lazzaro, nel Bolognese. Oggi è titolare di un’attività che «esporta il su misura e il made in Italy nel mondo», per dirla con parole sue. A lavorare sono solo in quattro, una è la moglie Jessica. Il fatturato sta sotto il milione di euro, tanta Russia e Kazakistan ma prima di tutto idee. Con Andrea Melchiorre, ex tronista e fashion blogger, Padovan si è inventato ‘face shoes’, il ritratto ai tuoi piedi.

Culto spinto della personalità.

«Vero, ma il mondo gira così. Certo con le mie scarpe io non ci andrei in giro tutti i giorni».

Vezzi da star.

«Ho individuato una quindicina di personaggi, Balotelli, Elkann, il portiere del Sassuolo Consigli, lo chef Barbieri... Hanno visto la scarpa e l’hanno voluta. Questi sono omaggi. Poi le metterò in produzione».

Spari il prezzo.

«Tra i 449 e i 549 euro. Tutti mi dicono: pensavo peggio. Ma voglio stare basso».

Numeri.

«Abbiamo 170 richieste, non voglio superare le cinquanta al mese. Il lavoro è lungo, tutto fatto a mano. Ogni calzatura ha colore, rifiniture, ricami diversi... Ogni passaggio è documentato in un video, personalizzato per ogni cliente».

Cose da uomini.

«Per le donne ci stiamo attrezzando, sto proprio rientrando da Porto Sant’Elpidio, ero là per questo. Il volto dovrebbe essere rimpicciolito, vediamo».

E in tutto questo lei materialmente cosa fa?

Ride: «Io niente, lavorano gli artigiani, una dozzina, tra Emilia Romagna e Marche. Però nel frattempo viaggio come un matto!».

Tanto estero.

«Il mercato russo mi ha conquistato. La prima attività è l’abbigliamento su misura, dalla pelliccia alle rifiniture degli yacht. Prima avevamo la produzione interna. Ma così si moriva».

Struttura leggera.

«Molto leggera. Lavoro moltissimo con social network, siti... Cerchiamo il meglio dell’artigianato italiano. Io o mia moglie prendiamo le misure. Il target è particolare, di nicchia».

Il lusso non conosce crisi.

«Bisogna cercare i mercati giusti. Avevo un negozio a San Lazzaro. Un giorno su Facebook ho letto di un sarto famoso che andava in Russia, 45 giorni dopo sono partito alla cieca, nessuno mi ha aperto la strada. Il primo viaggio è andato male, il secondo benissimo».