Bologna, 20 dicembre 2019 - Il Tribunale di Bologna ha dichiarato il fallimento di Bio-On nominando giudice delegato Fabio Florini e curatori fallimentari Antonio Gaiani e Luca Mandrioli, già amministratore giudiziario. L'hanno comunicato gli stessi curatori. Disposta la continuazione temporanea dell'attività economica d'impresa autorizzando l'esercizio provvisorio così da preservare la continuità aziendale per evitare che venga dissolta l'organizzazione produttiva nelle sue componenti di occupazione, tecnologiche e di avviamento. 

Nulla da fare, dunque, secondo la nota a firma di Gaiani e Mandrioli, per le 100 famiglie di quei dipendenti che vedevano nell’ipotesi di un concordato un appiglio per incassare lo stipendio relativo al mese di novembre e, con il Natale che incombe, la tredicesima loro spettante, stante, come precisa il Tribunale, "la mancata disponibilità da parte del sistema bancario a concedere nuova finanza".

Gli emolumenti in questione, così, mancando l’erogazione di cinque milioni di euro necessaria alla loro liquidazione, potranno essere resi disponibili "solo a seguito dell’incasso dei crediti di futura esigibilità» e sarà dunque compito dei curatori «attivarsi quanto prima, al fine di presentare la domanda di Intervento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale".

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La quotata della bioplastica era finita nella bufera la scorsa estate, dopo un report del fondo Quintessential dal titolo 'Una nuova Parmalat a Bologna?', in cui si definiva Bio-on come un "castello di carte". Un’inchiesta della Procura - con l'accusa di false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato-, che è sfociata nell’arresto del presidente Marco Astorri (poi gli arresti domiciliari sono stati revocati) e a un complessivo di nove indagati, ha fatto il resto. Alcune settimane fa, Mandrioli aveva già deciso di sospendere qualunque tipo di pagamento, in attesa "di aver concluso tutti i necessari approfondimenti" per verificare l’esistenza di prospettive di continuità aziendale.