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Crisi BredaMenariniBus, la Regione Emilia Romagna chiama Di Maio

I lavoratori rischiano di non prendere lo stipendio di agosto. Bonaccini. "Serve subito un prestito ponte"

Ultimo aggiornamento il 7 settembre 2018 alle 17:45
Di Maio in visita alla ex Breda, era giugno scorso

Bologna, 7 settembre 2018 - Hanno lavorato a luglio, percependo il 70% dello stipendio. Hanno lavorato ad agosto e non sanno che succederà a fine mese. Loro sono i 150 lavoratori dell’ex Bredamenarini, oggi Industria Italiana Autobus. Più che un problema di commesse che potrebbero arrivare, si tratta di una questione di liquidità: il problema è come andare avanti perché se l’ex Bredamenarini paga il 30% dello stipendio di luglio e quello di agosto, chiude.

I lavoratori sono andati a Roma per chiedere al Governo convochi il tavolo di crisi. La Regione si è attivata su tutta la linea, il Comune ha scritto al Mise, ma il ministro dello Sviluppo Economico, Lugi Di Maio tace. “La situazione sta precipitando: il Ministero batta un colpo - accusa il presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini - la gestione della crisi di Industria Italiana Autobus è inadeguata”. Di Maio visitò la fabbrica di Bologna a giugno scorso.

Sono già trascorsi “dieci giorni da quando ho scritto al ministro Di Maio e ancora tutto tace Abbiamo avanzato proposte per il presente e per il futuro, indicando cosa può fare la Regione, ma non abbiamo ricevuto alcun ritorno. Abbiamo chiesto al Ministro di convocare urgentemente il tavolo, ma nulla è accaduto”. Ormai esasperati, i lavoratori hanno manifestato al Ministero dello Sviluppo economico a Roma, ma “sono ritornati con un generico impegno del ministero a convincere la proprietà a pagare gli stipendi”.

“La società è priva di liquidità e senza un intervento straordinario non solo non si pagheranno gli stipendi, ma resteranno bloccate tutte le forniture e salteranno le commesse. Che è esattamente quello che sta accadendo nel silenzio irresponsabile del Governo - attacca Bonaccini -. Noi abbiamo suggerito un prestito ponte da parte del socio pubblico, ma ogni soluzione credibile ci sta bene". 

Tra l’altro come Regione, “abbiamo fatto una ricognizione dei committenti pubblici nella nostra regione. Se si assicura un minimo di liquidità finanziaria, il sistema regionale è in grado di sbloccare immediatamente commesse strategiche che possono portare nell’azienda pagamenti per oltre 1,6 milioni di euro, sufficienti a pagare gli stipendi dei lavoratori. Vorremmo - conclude il Governatore - però la certezza che questi soldi finiscano nelle tasche dei lavoratori e non delle banche, così come siamo interessati a vederci consegnare gli autobus acquistati e non vedere invece l’azienda precipitare in un fallimento che metterebbe in difficoltà l'intero trasporto pubblico locale regionale”.


 

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